Diarium Neminis

Soltanto chi è abbastanza folle da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambia davvero

La disumanità del computer

Girando per la rete, oggi, mi imbatto in una citazione di Isaac Asimov (prontamente verificata su Wikiquote):

La disumanità del computer sta nel fatto che, una volta programmato e messo in funzione, si comporta in maniera perfettamente onesta.

Questo pensiero mette in evidenza il rapporto che il padre delle leggi della robotica aveva con le macchine e con la concezione fantascientifica delle stesse. Asimov dà sempre questa idea di considerare le macchine “migliori”, pur mettendo in chiaro che ad ogni modo l’Umanità non debba essere mai messa in pericolo dalle macchine. Insomma, da un lato abbiamo l’ammonizione per l’uomo, del quale viene messo critica la disonestà verso i propri simili, dall’altro la volontà di far sì che le macchine non siano mai dominatrici.

Un commento

  1. Uhm…Matrix!

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