L’uscita del MacBook Air di Apple ha riaperto una discussione che ogni tanto intraprendo, ma che non ho mai portato qui sul blog: l’inutilità dei supporti ottici.

Il primo supporto ottico arrivato sul mercato di massa è stato il CD, ideato nel ‘79. Una bella innovazione per l’epoca. Da allora, come è solito l’andazzo di finta-ricerca votata al commerciale, si è evoluto tale formato in Super CD, DVD, Blue-ray, HD-DVD.

Una cavolata dopo l’altra. Sono passati quasi 30 anni dall’introduzione del CD. Trent’anni nel mondo tecnologico equivalogno a un eone. Basta. È roba antica, non può più essere portata avanti. Il solo aumento di “giga” che si riesce a ficcare nello stesso spazio fisico non giustifica assolutamente la ricerca in quel senso.

Innanzitutto, il CD è sempre stato un formato delicato: un graffio di troppo, e via. Troppo sensibile alla luce e alle temperature. Già questo la dice lunga su quanto abbia senso continuare a lavorare su aggeggi simili. Aumentando la quantità di informazione immagazinabile senza cambiare la dimensione fisica del supporto ha come conseguenza che lo stesso graffio su un CD o su un Blue-ray riporta un danno di dimensioni decisamente diverse.

Stiamo facendo la stessa fine dei floppy-disk: ancora oggi c’è gente che li usa! Un supporto che si smagnetizza solo se lo guardi. Pazzi.

Il problema è anche la chiusura mentale di una determina classe di persone. Restano fossilizzate.

I supporti ottici non servono. La tecnologia fornisce da tempo alternative. Pendrive, memorie a stato solido, hard-disk e derivati che calano di prezzo giorno dopo giorno. Inoltre, con la rete ormai sempre più diffusa e veloce, l’utilizzo di questi supporti per scambi inter-personali diventa sempre più raro.

Ma prescidendo dallo strumento “rete”, i vantaggi di usare memorie a stato solido invece di supporti ottici sono molteplici. Dimensioni ridotte dei supporti, riutilizzo fino alla nausea (che comporta anche un certo rispetto per l’ambiente), spazio a volontà, velocità di lettura/scrittura, eliminazione dell’ennesima periferica a parti meccaniche (che nei notebook significa meno spreco di spazio e meno spreco di batteria).

Il cambiamento si sta vedendo anche altrove. Lettori DVD con hard-disk interni. Autoradio con lettori SD e USB.

I supporti ottici non servono. Ed è chiaro che vale anche per la diffusione di contenuti a sola lettura.