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Già segnalato dai ragazzi di Scandalo Italiano e da Ramos, non posso mancare di segnalare il lavoro di Pugia, web designer (e non so che altro
) molto in gamba a giudicare dal suo sito. Ha praticamente ristrutturato la pagina principale di Italia.it utilizzando, come avrebbero dovuto fare anche gli addetti ai lavori, un layout DIV-only, giocando di CSS. E il tutto in una canonica mezza giornata. Per la serie: altro che milioni, con due minuti te lo faccio gratis (solo la prima pagina, neh
).
La versione attuale di questa pagina funziona correttamente su Mozilla Firefox, Opera, Internet Explorer (dalla versione 6) e Safari.
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Dopo il primo articolo, ho deciso di fare una serie di post sul nuovo portale Italia.it.
Questo in particolare è dedicato al logo che rappresenterebbe l’Italia nel mondo (che riporto ancora una volta nel post).
A parte il fatto che io non ci trovo niente di eccezionale, mi chiedo perché tra le aziende che partecipavano alla gara di appalto, ci fossero anche aziende straniere, come quella che ha vinto: la Landor & Associates, statunitense.
Cosa ne saprà mai uno statunitense della cultura, degli usi, dei costumi italiani, non si sa. Certo, siamo fortunati che non c’hanno piazzato il solito pizza, spaghetti e mandolino, però sarebbe stato il caso di escludere aziende non italiane dalla gara d’appalto, fosse solo per “aiutare” l’economia nostrana (sempre che poi il vincitore avrebbe pagato le tasse -_-).
Ad ogni modo gli autori del logo ci tengono a far sapere che «non hanno voluto evidenziare i soliti stereotipi positivi dell’Italia» e quindi il significato del logo sarebbe questo:
- hanno cercato di combinare la classicità con il futuro
- il puntino rosso sulla “i” rappresenta la passione italiana
- la “t” ricorda che siamo il paese del design
- il verde completa il tricolore, ma le ricerche ci dicono anche che gli viene riconosciuto un valore naturalistico.
Contenti loro.
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Il progetto del portale per il turismo Italia.it è stato finanziato per 45 Milioni di Euro dall’ultimo governo Berlusconi. Quaranticinque milioni di Euro. Con una cifra così sarebbe potuto venir fuori il portale più avanzato del mondo, sia tecnologicamente, sia nell’aspetto, sia nell’usabilità, sia nell’accessibilità. Ma no. Un primato così l’Italia non lo merita. E così i soldi sono stati sperperati per evitare di fare un buon lavoro: 100.000 euro (sembrerebbe) soltanto per il logo che vede anche qui nel post.
Chi sa fare il suo lavoro, guarda a questo portale e pensa: con uno solo di quei milioni l’avrei fatto 10 volte meglio.
Tutti ne parlano in giro. Personalmente ho appreso la notizia della messa in produzione del lavoro da BlueVolvox, che a sua volta l’aveva letta dal blog di HTML.it. Nel post su BlueVolvox ci sono vari link di siti che ne parlano male. Anche Download|Blog sembra del medesimo parere.
Personalmente? Concordo.
Dopo una visita sommaria scoraggiata dai commenti soltanto negativi che si leggono in giro, ecco cosa non va nel portale:
- Abuso di Flash. A parte le due introduzioni (eh sì, una era poco), viene spesso usato per fornire funzionalità. Questo provoca la mancanza di cui al punto 2.
- Non curanza dell‘accessibilità e conseguente non rispetto della Legge Stanca.
- Layout tabellare, deprecato dallo w3c stesso e che non fa altro che accentuare ulteriormente il punto 2.
- Localizzazione soltanto in 4 lingue. Il portale del turismo della Sardegna, del quale ora mi sfugge il link, è tradotto in almeno 6 lingue.
- Contenuti scarsi
- Errori di battitura o grammaticali grossolani
- etc.
Insomma, quei quarantacinquemilionidieuro chissà che fine hanno fatto, perché così com’è quel sito voglio sopravvalutarlo al massimo 10.000 euro.