È successo un casino assurdo. Hanno gridato al complotto. Bla bla accusatori vari. Mi scoccio pure di linkare i vari articoli, tanto se li volete leggere li trovate facilmente.
Il punto è: hanno re-iniziato. È il secondo attacco pubblico a quel poco di gente seria che è rimasta in TV. Dopo i fatti di Anno Zero (puntata con Sgarbi il truffatore), ora questo. Non ci resta che aspettare il “dopo vacanze estive” per vedere come effettivamente il nuovo governo avrà fatto fuori queste persone che vanno in giro a raccontare i fatti loro.
È il caso di Marco Travaglio, censurato da Canale 5. Da Voglio Scendere, eccovi le parole di Marco Travaglio
Contrariamente a quanto annunciato, con tanto di comunicato ufficiale, dal programma Terra di Canale5, nella puntata di questa sera dedicata a Bettino Craxi, la mia intervista sulle condanne e i soldi rubati dall’ex leader socialista non andrà in onda: richiestami espressamente dalla redazione, girata e registrata venerdì pomeriggio sul ponte di Castel Sant’Angelo dalla brava collega Anna Migotto, è stata bloccata stamane dal democraticissimo direttore del Tg5 Clemente J. Mimun, che non l’aveva nemmeno vista. Un veto ad personam, insomma, come mi ha raccontato al telefono Tony Capuozzo. Lo ringrazio comunque per aver pensato a me, ma per il futuro lo esorto a tener sempre presente per chi lavora. Così, onde evitare di perdere tempo con me e di far perdere tempo a me: tutti dovrebbero sapere che esistono degli appestati che è meglio non avvicinare, nè tantomeno intervistare, per non prendere il contagio. E io sono fra questi. Non ho mai fatto ammazzare commissari di polizia, non ho mai rubato, non ho mai avuto amici mafiosi, non ho parenti agli arresti domiciliari: insomma, sono incensurato, dunque è naturale che in casa Mediaset io debba essere censurato.
Gli ultimi articoli li ho dedicati per lo più alla nuova censura di Luttazzi ad opera di La7. Come avrete potuto leggere negli articoli precedenti, tutto il materiale girato (andanto in onda e non) di Decameron era in pericolo di cancellazione.
C’è un controsenso in quello che ha fatto il direttore Campo Dall’Orto, e io gliel’ho detto: stai facendo l’errore più grande della tua carriera, distruggi quello che hai costruito in questi tre anni, l’immagine di La7 come TV libera. Ma lui, che pure m’ha riportato in TV dopo l’editto bulgaro, ha scelto la via dura.
Stasera è successo un fatto gravissimo: per motivi legali (nessuna comunicazione ufficiale della sospensione del programma) io e Franza Di Rosa abbiamo completato al montaggio la puntata n.6 che doveva andare in onda. Verso le 20, dei funzionari di La7 sono entrati in sala montaggio per impedire fisicamente che proseguissimo. Hanno occupato la stanza, hanno intimato al tecnico di sospendere (senza averne titolo), uno di loro si è seduto al mio posto alla consolle e non se ne andava, sfidandoci. Ho telefonato all’avvocato: stavano commettendo un reato (violenza privata) e potevo chiamare la polizia. A quel punto sono usciti. Poi, quando ho finito e me ne sono andato, uno di loro è entrato per CANCELLARE TUTTO IL GIRATO di Decameron, passato e futuro. Spero non l’abbiano fatto.
L’Italia scende dal 40° al 45° posto (su 163 Paesi) nella graduatoria mondiale della “percezione” della corruzione (Cpi nell’acronimo inglese) redatta da Transparency International; per il 2006 l’indice risulta per il nostro Paese di 4,9, mentre nel 2005 era pari a cinque.
Se ho capito bene, dando un’occhiata all’ultima statistica redatta sempre da Transparency Interantional, quest’anno siamo scesi ancora.
In Europa, stando a quanto detto stamattina su RAI 3 in una trasmissione di cui dimentico sempre il nome, dovremmo essere i penultimi, appena prima della Grecia.
Con la loro tendenza a gossippare, con la perdita totale di qualsiasi capacità di fare informazione, i TG hanno fatto solo danni in questa giornata.
A questo punto, su questa scia, possiamo trasformare ogni delitto, ogni rissa, ogni tafferuglio, ogni cosa, in una questione di “calcio malato�, visto che in tutt’Italia io penso d’esser l’unico a non tifare una mazza.
E già , domani un vicino ammazza il figlio del vicino e si dice: romanista ammazza laziale. Ma stiamo scherzando? E che cazz!
In questi giorni stiamo assistendo a un rovesciamento dei ruoli: i giudici sono indagati per azioni disciplinari come nel caso di Clementina Forleo e di Luigi De Magistris e invece dei politici implicati nelle loro indagini non parla più nessuno.
Le lacrime di un giudice vengono fatte passare per lo sfogo di una persona sull’orlo di una crisi di nervi, come a testimoniare la sua inattendibilità . Le indagini Unipol e Why Not vedono coinvolti personaggi di primissimo piano appartenenti a entrambi gli schieramenti politici, delle loro eventuali responsabilità si è persa ogni traccia. Si preferisce orientare l’opinione pubblica sulle presunte mancanze dei giudici che sono diventati imputati.
La gente assiste a un teatrino di cui ha capito da tempo la trama e gli attori. Gli attacchi alla Forleo e De Magistris allontanano i cittadini dalla politica. E’ passato il messaggio, ancora una volta, che i politici sono intoccabili. Tutto questo rende la nostra democrazia ogni giorno più debole.
Gli ennesimi rantoli di una democrazia moribonda. Non posso aggiungere altro. Almeno per ora.
A che serve vivere, se non c’è il coraggio di lottare? – Giuseppe Fava
Il giornalista nel video, Giuseppe Fava, è lì che parla di Mafia in una trasmissione di Enzo Biagi del 1983. Ne parla in maniera disinibita, dicendo quello che tutti sanno, ma che nessuno dice mai: la mafia è al potere. Politici, banchieri. È lì che c’è la vera Mafia.
L’anno dopo quell’intervista, Pippo – così si era soliti chiamarlo – è stato assassinato con due colpi alla nuca. Dopo un’esecuzione del genere hanno pure avuta il coraggio di farlo passare per delitto passionale. Ma oggi tutti sanno che è stata la Mafia. O meglio, gli esecutori della Mafia, per usare le parole di Fava.
Ovviamente di queste persone, in questo stato di Mafiosi, si perde memoria. Però al TG ci ricordano che è nato il figlio di Cutolo e su Canale 5 trasmettono la fiction del “grande” Riina.
Si parlava di ottobre. E infatti, sul sito di La7, troviamo la scheda di Luttazzi, che alla fine recita
In autunno torna in tv, cinque anni dopo il cosiddetto ‘editto di Sofia’ che lo aveva allontanato dalla Rai con un programma satirico su La7. Dieci puntate in seconda serata a partire da Ottobre.
A partire da Ottobre? Ottobre tra poco è pure finito. Che fine ha fatto Luttazzi?
Non starà mica andando in onda e io non ne so niente? Mhm, dubito.
Oggi da quando mi sono svegliato non faccio altro che leggere della notizia del DDL Levi “Nuova disciplina dell’editoria e delega al Governo per l’emanazione di un testo unico sul riordino della legislazione nel settore editoriale”.
La notizia è apparsa per prima (almeno così sembrerebbe a leggere tutti gli altri) su Punto Informatico. Poi è rimbalzata un po’ ovunque, per finire, come ci si aspettava, sui blog di Grillo e del ministro Di Pietro.
A farla breve, questo DDL imporrebbe a qualsiasi sito a carattere informativo (quindi non solo testate giornalistiche, ma anche blog e compagnia bella) di registrarsi presso il Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC). La registrazione presso il ROC servirebbe “anche ai fini delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa”. Tradotto dal politchese, vorrebbe dire “anche a chiudere i siti che rompono troppo le balle dicendo la verità ”.
Ai fini pratici mi trovo in gran parte (ma non del tutto) d’accordo con SKA: si trattarebbe (qualora il DDL fosse convertito definitivamente in legge) dell’ennesima legge buttata lì. Mettere in pratica una legge di questo tipo è abbastanza difficile, soprattutto se la si vuole usare per il classico bavaglio all’informazione all’italiana. Anche se siamo messi male, non credo che siamo ancora ai livelli della censura Cinese.