Posts Tagged ‘Mafia’

9
ago

Una montagna di balle

Versione completa di “Una Montagna Di Balle”

Il film è stato prodotto da insu^tv. La sinossi:

Dal 2003 al 2009, un gruppo di videomakers ha documentato la cosidetta “emergenza rifiuti Campana” per svelarne gli ingranaggi, individuare responsabilità e attori di quindici anni di “gestione straordinaria”. Uno spettacolo costato miliardi di euro e decine di processi in corso. Ma dove finiscono i rifiuti campani? Quali sono le ferite di una terra bruciata e i danni alla salute di milioni di persone? Il più grande disastro ecologico dell’Europa occidentale raccontato dalle voci delle comunità in lotta. L’assalto ai fondi pubblici, le zone d’ombra della democrazia, il boicottaggio della “differenziata”, le collusioni con le ecomafie e le proposte di chi si interroga seriamente sulle alternative. E se “vivere in emergenza” fosse solo una strategia per accumulare profitti!?

Ripeto l’ultima domanda: E se “vivere in emergenza” fosse solo una strategia per accumulare profitti?

Quante volte l’avrò detto negli ultimi anni? Già. Ma quante persone effettivamente riescono o riusciranno a crederci? Perfino persone che vivono questo inferno da vicino credono senza sforzi alle balle mafio-governative.

Sapendo già a cosa vado incontro nel guardare questo film, ancora non l’ho visto tutto, ma solo brevi spezzoni. Intanto, con rabbia e tristezza, lo segnalo anche a voi.

9
lug

Silvio e la mafia: la lettera

Lettera Mafia Silvio Berlusconi

Una missiva che documenta i rapporti tra Berlusconi e Cosa Nostra. Anche dopo la “discesa in campo”. È stata trovata tra le carte di Vito Ciancimino. E “L’espresso” la pubblica in esclusiva.

Via Voglio Scendere (Peter Gomez)

PS: ovviamente non vi aspettavate mica che questa notizia fosse sulla prima pagina di ogni quotidiano esistente sulla faccia dell’Italia?

27
feb

Roberto Scarpinato sulla riforma delle intercettazioni

12
set

Ein Volk, ein Reich, ein Führer

Deve essere questo il motto di Berlusconi e del suo governo. E siccome per metterlo in atto oggigiorno non v’è migliore via della manipolazione dell’informazione e più in generale dei mezzi di comunicazione, compresi i programmi di intrattenimento e le persone ivi coinvolte, è proprio lì che c’è più fermento in questo senso. Un fermento che comprende molte cose, tranne la verità.

Ho notato casualmente in questi giorni che su Rai Uno partirà Verdetto Finale, copia-copiarella di Forum, decennale programma Mediaset.

Per tutta risposta su Mediaset partirà Il Ballo delle Debuttanti, reality assimilabile a Ballando con le Stelle, della Rai.

Come se non bastasse, diversi volti che per anni hanno occupato l’obiettivo delle telecamere del presidente mafioso, ora si trovano in giro per la Rai. Non sto qui a farvi i nomi perché francamente non li conosco (è già tanto che ne ho riconosciuto le facce), e dovrei fare una ricerca per una cosa il cui valore è inferiore a quella di un essere umano che si abbassa a votare Berlusconi. Vi basti l’incipit.

Come potete ben capire è in atto un nuovo capitolo del processo di uniformazione delle maggiori reti televisive italiane. Sempre più fuse, sempre meno dissimili, sempre meno discernibili. Lo stesso processo avvenuto da tempo tra mafie varie, banche e politica. Quei processi che portano a un lento e doloroso colpo di stato “non violento”. Un tipo colpo di stato che non è più punibile, grazie a una modifica dell’articolo 283 del codice penale avvenuta ad opera del governo Berlusconi III (2006).

Prima di allora l’articolo recitava:

Chiunque commette un fatto diretto a mutare la costituzione dello Stato, o la forma del Governo, con mezzi non consentiti dall’ordinamento costituzionale dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni.

ora invece dice:

Chiunque, con atti violenti, commette un fatto diretto e idoneo a mutare la Costituzione dello Stato o la forma di governo, è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni.

Ein Volk, ein Reich, ein Fürher.

29
lug

Il paese che purtroppo amo

L’amico Bradipus ha segnalato un articolo degno di nota. E io lo giro a voi. Si tratta di un articolo scritto da una giornalista tedesca, Petra Reski, sullo Zeit Online. L’articolo è riportato tradotto in italiano qui.

[...] Le cose cambieranno, pensavo. Solo l’italiano al mio fianco rimase scettico. Da 2000 anni qui comanda la Chiesa cattolica e abbiamo il Papa a casa nostra!, disse. Non dimenticare che il cattolicesimo come religione di stato è stato abolito solo nel 1984! La mafia e la Chiesa non lasceranno mai che le cose cambino in Italia! Qui non siamo in Germania! Non essere ingenua! [...]

[...] Non c’è nulla di più sgradito nella cattolica Italia del cosidetto giustizialismo, manie di giustizia. [...] E cominciarono a votare Berlusconi. [...] I redattori di giornali tedeschi cominciarono a telefonarmi eccitati e a chiedermi cosa fosse successo agli italiani [...] citai il giornalista italiano Indro Montanelli, “Il modo migliore per immunizzare gli italiani contro Berlusconi, è lasciarlo governare per una volta”. Non potevamo prevedere che gli italiani fino ad ora si sarebbero lasciati immunizzare senza successo per ben tre volte. Berlusconi deve essere qualcosa di simile all’ebola, ha affermato lo scrittore Roberto Alajmo. [...]

12
mag

Tutto il mondo è El País

Su nombre, en cambio, ha sido relacionado por la prensa italiana con la criminalidad organizada siciliana, ya que en los años ochenta fue socio de una compañía en la que también figuraban Nino Mandalà, jefe del clan mafioso de Villabate, y de Benny d’Agostino, empresario ligado al histórico dirigente de la Cosa Nostra, Michele Greco.

El País

18
apr

Le bugie hanno le gambe lunghe

18
apr

L’Italia Oscena

Prima parte, Seconda parte, Terza parte, Quarta parte, Quinta parte

Roberto Scarpinato è un magistrato antimafia di Palermo. Tramite il blog di Piero Ricca sono venuto a conoscenza di una serie di video intitolata “L’Italia oscena”, dove c’è un suo lungo intervento riguardo il ruolo degli intellettuali nel nostro paese, e lo stretto collegamento tra criminalità e storia della politica.

Una sola parola: guardateli.

13
apr

In Italia il crimine premia. E a volte Premier.

Berlusconi Colosseo 2008

Non posso fare a meno di dare ulteriore visibilità all’articolo che il mio amico Detro segnala nel suo blog: In Italy, crime pays and may get you elected, del Los Angeles Times.

L’affermazione più tristemente vera è, a mio avviso, la seguente

Italy has always been a place where people felt that…unless you cheat or break the rules, the deck is stacked against you.

Siccome non ho alcuna voglia di tradurre, spero vivamente che ve la caviate con l’inglese.

12
apr

Il voto contro

In questo paese è praticamente impossibile votare a favore di chi ci piace. È pericoloso. Pericolosissimo. Molte persone, specialmente di sinistra, stanche di tutto, non vorrebbero votare affatto. Altre, vorrebbero votare partiti più vicini alle persone, come “Per il Bene Comune” di Stefano Montanari, o altri “piccoli partiti”.

Il problema è che, mentre in una situazione normale, il pericolo è che salga il candidato che rappresenta l’area politca opposta a quella che si è votata, nel nostro caso il pericolo è ben più grande. Si chiama Berlusconi. Silvio Berlusconi.

Checché si possa populisticamente dire di tutta la politica italiana, parlando di Berlusconi, parliamo di un pericolo che va oltre ogni immaginazione. Di una persona contro ogni forma di legalità (e quindi di tutela del comune cittadino), di una persona a favore della mafie, della disinformazione, e del regime. Un criminale scampato a diversi processi e condanne grazie all’attività politica di amici, prima, e propria, poi. Un uomo senza scrupoli che durante i suoi ultimi 5 anni di governo ha portato a 46 il numero di palazzi utilizzati per il governo, e ha pagato il suo arredatore personale con i nostri soldi per arredare le sue varie residenze politiche e non a suo piacimento. Un uomo che prima di abbandonare il potere nel 2006 s’è fatto un decreto che gli assegnava 31 guardie del corpo e 10 auto (tutto pagato da noi) anche dopo il suo mandato. Un uomo che si batte affinché il legame tra la criminalità organizzata e i poteri politi-economici sia sempre più indistinguibile. Un uomo che attacca le istituzioni del paese, quali giustizia e presidente della repubblica. Parliamo del peggiore criminale italiano da decenni, legalizzato dai giochi politici ma soprattutto dall’ignoranza di una moltitudine di italiani che ancora pendono dalle labbra di uno che inneggia a Mangano come eroe, persone che si indignano solo se Berlusconi dice che Totti non ci sta con la testa perché non appoggia il suo partito.

L’Italia è a pezzi. Gli italiani sono una banda di capre. La casta politica è terrificante. Ma Berlusconi è ben oltre tutto questo. Berlusconi è il capomafia italiano. È colui che se salirà farà sì che l’illegalità prenda ancora più piede di quanto non l’abbia già fatto finora. Un uomo che trasformerà definitivamente l’Italia in una cosca mafiosa di 60 milioni di persone.

Per questo, personalmente, sento il peso e la responsabilità di dover votare contro Berlusconi, prima ancora di votare a favore di chi voglio. Per questo il mio voto sarà disgiunto.

Purtroppo votare contro sembra essere l’unico vero voto utile a queste elezioni.

10
apr

Berlusconi è candidato alla presidenza della Mafia

Berlusconi sta facendo una campagna che qualche tempo fa sarebbe risultata surreale perfino per lui. Ora mi limito a definirla come schifosa, scandalosa. Chiunque cittadino, quale che sia la sua ideologia, dovrebbe impallidire e assalire i comizi di Berlusconi, altro che applaudire. E invece la gente applaude. È da paura.

Berlusconi “riabilita” Dell’Utri (condannato per Mafia). Dell’Utri riabilita altri mafiosi: « Mangano è un eroe!»
I giudizi vengono accusati di pazzia: Berlusconi dice che devono essere sottoposti a esami di sanità mentale!

È uno scenario terrificante, soprattutto alla vista della gente che lo applaude a quelle parole!
Come dice anche Di Pietro nel video, i messaggi del PDL sono chiari: sta dicendo che difenderà la criminalità organizzata in primis, e di conseguenza ladri, truffatori, delinquenti, stupratori, pedofili, e via.

Una campagna elettorale pro-Mafia. Lui si candida alla presidenza della Mafia, non a quella del consiglio. Come ha già detto più volte, per lui governare è davvero una croce.

4
apr

Giorgio Ambrosoli

Giorgio Ambrosoli è stato un avvocato italiano. Fu assassinato l’ 11 luglio 1979 da un sicario ingaggiato dal banchiere siciliano Michele Sindona, sulle cui attività aveva ricevuto incarico di indagare.

Nel 1971 si addensarono sospetti sulle attività del banchiere siciliano Michele Sindona.
La Banca d’Italia investigò sulla Banca Privata Italiana, di cui Sindona aveva il controllo. Ciò che emerse dalle investigazioni la indusse, nel 1974, a ordinare un commissario liquidatore. Per il compito fu scelto Ambrosoli.

Nel corso dell’analisi svolta dall’avvocato emersero le gravi irregolarità di cui la banca si era macchiata e le numerose falsità nelle scritturazioni contabili. Ambrosoli cominciò ad essere oggetto di pressioni e di tentativi di corruzione, ma non cedette.

Ai tentativi di corruzione fecero presto seguito minacce esplicite.
Ciò malgrado, Ambrosoli confermò la necessità di liquidare la banca e di riconoscere la responsabilità penale del banchiere.
In un clima di tensione e di pressioni anche politiche molto forti, Ambrosoli concluse la sua inchiesta. Avrebbe infine dovuto sottoscrivere una dichiarazione formale il 12 luglio 1979. Fu assassinato il giorno prima.

Nessuna autorità pubblica presenziò ai funerali.

Dopo 30 anni le cose non mi sembrano affatto migliorate. Tutt’altro.

Da notare la straordinaria somiglianza del discorso di Sindona nel film sopra e i discorsi ripetuti fino alla nausea dal Berlusca: comunisti e magistrati sono nemici della libertà. Da lì il ricordo corre rapidamente alla “presunzione” dei legami di Mafia di Berlusconi, e alla morte di Falcone. E subito dopo mi sovviene una citazione di Fedele Confalonieri

La verità è che se Berlusconi non fosse entrato in politica, se non avesse fondato Forza Italia, noi oggi saremmo sotto un ponte o in galera con l’accusa di mafia.

25
gen

Dettagli mafiosi

Cuffaro è stato condannato per favoreggiamento semplice di singoli mafiosi (come Giuseppe Guttadauro, Salvatore Aragona, Vincenzo Greco, Michele Aiello – “re della sanità privata siciliana”, accusato di essere socio del boss Bernardo Provenzano – e Domenico Miceli). Non c’è l’aggravante per mafia.

La differenza? Ha favorito singoli mafiosi invece che tutta Cosa Nostra.

Innanzitutto mi devono spiegare la differenza: se hai passato informazioni a dei singoli mafiosi stai comunque deliberatamente alimentando il fenomeno della mafia, aiutando un mafioso, un criminale, tra l’altro nelle vesti di una carica politica.

In secondo luogo vorrei sapere certa gente dove prende il coraggio di difendere Cuffaro. Ieri sera ad Anno Zero, in chiusura di trasmissione, prende la parola una ragazza consigliere dell’UDC in Sicilia, che inizia a sparare cavolate sarcastiche verso Di Pietro e alla fine gli voleva consegnare un libro che diceva la verità su Cuffaro. Di Pietro ovviamente se l’è mangiata, e ha ribadito in diretta che Cuffaro è stato condannato per favoreggiamento. La ragazza insiste sul contrario, che Di Pietro doveva dire la verità, che non era stato condannato per favoreggiamento mafioso.

Assurdo. Assurdo perché anche lei batteva sulla sottigliezza tra i due tipi di favoreggiamento. Assurdo pure perché Di Pietro non aveva detto favoreggiamento aggravato, ma favoreggiamento, quindi niente di lontano dalla verità. Ma assurdo soprattutto perché ci vuole una coscienza nera come la merda che tieni in corpo per difendere uno che, subito dopo essere stato interdetto dai pubblici uffici, dichiara che non si dimetterà. Ovvero, dichiara pubblicamente che ignorerà la giustizia. Se non è questo un atteggiamento mafioso…

Del resto, che avrà fatto mai. Ha passato qualche informazione a qualche mafioso, mica a tutta l’associazione Cosa Nostra. Mica si merita i 5 anni di condanna o l’interdizione.

No. Si merita di essere messo in piazza, impalato a testa in giù e ammazzato a botta di calci nel lobo frontale.

Fanculo a Cuffaro, ai mafiosi, ai camorristi e a tutti i politici, gli affaristi, i giudici e i poliziotti che sono pur solo col pensiero collusi con sta merda che infesta il paese. Il solo aprire bocca per giustificare un personaggio simile significa auto-dichiararsi una carogna criminale.

16
gen

Mastella, il mafioso/moccioso

Il mafioso ministro della giustizia Clemente Mastella si dimette dal suo incarico perché la moglie è stata arrestata, per poi attaccare la magistratura.

Mastella, il mafioso-moccioso.

8
gen

Gli inceneritori

Tutti in TV in questi giorni parlano di come sono stati bravi a fare inceneritori ultrasicuri e fighissimi che funzionano da 20 anni e che sono talmente puliti che tengono le vacche a pascolare nei pressi degli stessi.

Tutti in TV parlano di come a Venezia hanno alzato un inceneritore in 10 minuti che pure i tedeschi si so’ messi a piangere talmente hanno fatto presto e bene.

Tutti parlano di come sia facile, sicuro e conveniente avviare una tale struttura, a patto che sia moderna ed efficiente.

Tutti parlano di queste cose ovvie.

Nessuno dice che l’inceneritore più discusso di Napoli, quello di Acerra, si trova in una zona che già ora “vanta” l’incidenza tumori più alta d’Europa.

Nessuno dice che gli inceneritori, quello di Acerra in primis, sono ostacolati prima di tutto dalla Camorra che preferisce continuare a lucrare sulla crisi continua piuttosto che organizzarsi per lucrare allo stesso modo attraverso gli inceneritori (cosa che è comunque pronta a fare nel momento in cui i tempi obbligheranno tale scelta).

Nessuno sottolinea che: se le discariche di Napoli ospitano, illegalmente, rifiuti tossici da 20 anni, se il CDR prodotto in Campania non è vero CDR (bruciato sarebbe tossicissimo), allora quant’è la probabilità che gli inceneritori siano effettivamente a norma e controllati?

Lo dico io quant’è. Zero.

Lo Stato ancora una volta da decenni finge che la criminalità organizzata sia un problema marginale (in Campania come in Calabria e in Sicilia), dato che esso stesso vi è colluso.

La vera vergogna è che lo Stato italiano ostacola la lotta alle mafie. Che ci vuole tenere in queste condizioni.

La vera vergogna è essere governati da criminali.

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