Per chi non lo sapesse ancora, Prodi ha deciso di ammazzare buona parte della Campania, o almeno, buona parte di coloro che risiedono ad Acerra e ditorni.
Ha dato il via libera a bruciare le finte ecoballe nel termodevastatore di Acerra, quando questo sarà pronto.
Si ricorda ai gentili ignoranti (nel senso che ignorano) che in siffatte balle è presente un po’ di tutto: dall’immondizia “classica”, a toner, medicinali, batterie, termometri, agenti chimici vari. Tutto insomma. Tutto ciò sia rifiuto è lì dentro. Non potenzialmente. Sicuramente.
Incendiare quelle balle, equivale ad autorizzare uno sterminio. Ci stanno riducendo alla stregua degli ebrei nei campi di concentramento, quando li mandavano nelle camere a gas.
L’intero paese dovrebbe indignarsi di una cosa del genere. Uno sciopero nazionale andrebbe indetto per potresta contro un tale affronto, un tale abuso di potere nei confronti dei cittadini.
Ma purtroppo non siamo cittadini francesi. O chissà di quale altra nazionalità . E ciò non accadrà . Se questo scempio si porterà avanti, almeno noi napoletani abbiamo il diritto di andare a bloccare tutto.
Presidente Prodi, intanto, se vuole, le posso regalare una villa full optional ad Acerra. Sono sicuro che non avrà nulla in contrario, visto che non ha avuto alcuna tribolazione nell’approvare la sua ordinanza del cazzo.
Eh, sempre colpa della camorra, pare ‘na scusa. Dovranno essere anche le istituzioni/giustizia/etc.
L’errore di fondo in quest’affermazione è la distinzione che si tende naturalmente a fare tra Camorra/Mafia e Istituzioni. Tolta questa distinzione, la risposta non ha più senso.
Voglio ricordare ancora una volta le parole di Carmine Alfieri, uomo d’onore della Camorra negli anni ‘70: la camorra quando è vincente invece coincide con lo Stato, con l’economia, con la giurisprudenza.
Putroppo è diffusa una visione un po’ troppo “romantica� della Camorra e della Mafia. Bisogna invece immaginarla come un colosso multinazionale infiltrato a ogni stadio della società . A questo aggiungiamo la cancrena perenne rappresentata dal brulicare dei clan che approfittano della loro egemonia per fare in Campania quello che altrove gli sarebbe impossibile.
Altrimenti come si spiegherebbe che migliaia di banconote, dismesse dallo Stato, sono state trovate sotto i terreni di Pinetamare e Castevolturno? (fonti: ultimo capitolo Gomorra e quest’articolo)
La Commissione europea ha avviato un procedimento di infrazione contro l’Italia a causa della cronica crisi dei rifiuti che colpisce Napoli e il resto della regione Campania, dove migliaia di tonnellate di rifiuti si sono accumulate nelle strade e vi sono stati riversamenti in discariche illegali. Il rischio di diffusione di malattie e di inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo desta gravi preoccupazioni per la salute umana e per l’ambiente. La Commissione ritiene che gli impianti regionali per lo smaltimento dei rifiuti siano inadeguati e presentino grossi rischi per la salute e per l’ambiente, una situazione che costituisce una patente violazione della normativa UE sui rifiuti. Di conseguenza, la Commissione ha inviato all’Italia una lettera di costituzione in mora – prima fase del procedimento di infrazione – chiedendo anche informazioni sui provvedimenti eventualmente presi per proteggere la salute umana e l’ambiente nella regione. Parallelamente, la Commissione procede alla valutazione dei progetti del governo italiano che intende aprire quattro nuove discariche di rifiuti in Campania, allo scopo di accertare se siano compatibili con la normativa UE e assicurarsi che risolvano, nel lungo periodo, il drammatico problema dei rifiuti nella regione.
Questo il 27 Giugno 2007. I media: zitti. Il governo: inerte. E poi dicono che non ci ignorano e non lucrano sulle vite dei Campani?
Assassini. Questo Stato guadagna sulla vita dei propri cittadini: una regione intossicata dai rifiuti, morti bianche sul lavoro, stipendi da miseria e carovita, lavoro nero, incentivo all’inquinamento. Una guerra contro la propria popolazione.
È risaputo che le parti più “in” della città di Napoli vengono comunque mantenute pulite o, ad ogni modo, nei limiti della decenza. Il vero tracollo infatti è nelle zone periferiche e nei quartieri meno abbienti.
È risaputo anche che attualmente non c’è alcun sito dove riversare i rifiuti.
La domanda sorge spontanea: dove mettono la spazzatura che tolgono dalla città ?
La risposta più verosimile è: la spostano in periferia.
Tutti in TV in questi giorni parlano di come sono stati bravi a fare inceneritori ultrasicuri e fighissimi che funzionano da 20 anni e che sono talmente puliti che tengono le vacche a pascolare nei pressi degli stessi.
Tutti in TV parlano di come a Venezia hanno alzato un inceneritore in 10 minuti che pure i tedeschi si so’ messi a piangere talmente hanno fatto presto e bene.
Tutti parlano di come sia facile, sicuro e conveniente avviare una tale struttura, a patto che sia moderna ed efficiente.
Tutti parlano di queste cose ovvie.
Nessuno dice che l’inceneritore più discusso di Napoli, quello di Acerra, si trova in una zona che già ora “vanta” l’incidenza tumori più alta d’Europa.
Nessuno dice che gli inceneritori, quello di Acerra in primis, sono ostacolati prima di tutto dalla Camorra che preferisce continuare a lucrare sulla crisi continua piuttosto che organizzarsi per lucrare allo stesso modo attraverso gli inceneritori (cosa che è comunque pronta a fare nel momento in cui i tempi obbligheranno tale scelta).
Nessuno sottolinea che: se le discariche di Napoli ospitano, illegalmente, rifiuti tossici da 20 anni, se il CDR prodotto in Campania non è vero CDR (bruciato sarebbe tossicissimo), allora quant’è la probabilità che gli inceneritori siano effettivamente a norma e controllati?
Lo dico io quant’è. Zero.
Lo Stato ancora una volta da decenni finge che la criminalità organizzata sia un problema marginale (in Campania come in Calabria e in Sicilia), dato che esso stesso vi è colluso.
La vera vergogna è che lo Stato italiano ostacola la lotta alle mafie. Che ci vuole tenere in queste condizioni.
La vera vergogna è essere governati da criminali.
Questi ultimi giorni mi stanno provocando un rapido aumento di ansia. La situazione è oltre il limite delle “altre emergenze”. È spaventosa. Non ho vergogna a dire che ho paura a uscire di casa, pur conscio che anche stando dentro non cambia poi tanto. E non riesco a smettere di scriverne qui, rischiando anche di ricevere il classico benservito dall’ignorante di turno che crede sia tutta colpa del terrone napoletano.
Sindaci che chiudono le scuole fino a data da destinarsi.
Chiese che chiudono. Topi di fogna che muoiono.
Gli infiltrati della camorra stanno creando disagio con duplice obiettivo: eliminare i manifestanti scomodi grazie agli interventi della polizia, e aumentare il livello di emergenza che loro ben sanno verrà tamponato soltanto con altri, inutili (per noi), soldi.
Se nemmeno questo basta allo stato per dichiarare lo stato d’emergenza con intervento militare, allora non esiste nessuno, nessuno, dello Stato intero, che non stia lucrando sulle nostre vite.
Lo stato è imputabile di omicidio colposo per tutti i morti già passati.
Ed è imputabile di tentato omicidio per il disinteresse mostrato finora per la situazione attuale.
s. f.
1 piccolo mammifero roditore originario dell’America, con corpo tozzo di vario colore, quasi sprovvisto di coda; è usato per esperimenti di laboratorio 2 (estens.) qualsiasi animale o persona che venga sottoposta a esperimenti scientifici o a prove di altra natura: fare, servire da cavia; una cavia umana || Usato anche come agg. invar. : uomo cavia.
Fanculo allo Stato Italiano colluso con la Camorra: banda di vigliacchi, è facile lucrare sulle nostre vite, eh? Dovete morire la notte di Natale davanti ai vostri figli.
Allora. Vediamo di arrivare a un punto. O perlomeno di dire qualcosa di diverso delle solite banali ovvietà che la televisione propina sull’argomento, manipolando così l’opinione pubblica sulla questione Emergenza Rifiuti che negli ultimi anni si verifica sempre più spesso in Campania.
I media, soprattutto la TV, non fanno altro che mandare in onda le immagini di repertorio classiche collezionate a Quarto, Aversa, etc. e parlare dell’emergenza rifiuti nei termini più errati che possano usare. Non si sente altro che: “nessuno risolve”, “Bassolino ruba”, “il commisario speciale ruba”, “i napoletani retrogradi e incivili non vogliono i (cosiddetti) termovalorizzatori”.
La Camorra tiene aperta costantemente l’emergenza, così riesce a lucrare sui finanziamenti che vengono stanziati per risolvere il problema, posizionando uomini di fiducia lungo la gerarchia istituzionale che gestisce queste cose. Ma non basta. Grazie alla Camorra, che gestisce questo commercio da decenni, la Campania è stata imbottita di rifiuti. Non c’è più spazio. Le nostre terre sono talmente zeppe di monnezza di ogni tipo, tossica e non, che lo spazio per quella che produciamo noi non c’è più. Da una vita. Una vita durante la quale le terre campane sono state imbottite di quei rifiuti troppo costosi da smaltire secondo legge. La maggior parte vengono dalle aziende del nord Italia.
Lo smaltimento è un costo che nessun imprenditore italiano sente necessario. [..] «Per loro è più utile la merda che cacano piuttosto che i rifiuti, per smaltire i quali devono sborsare valigie di soldi».
L’unica alternativa proposta sembrerebbero gli inceneritori: il piano di Rastrelli, portato avanti da Bassolino, prevede(va) 5 inceneritori. Parliamo di una soluzione vecchia più di 10 anni.
Volevo fare esattamente quello che ha fatto il mio concittadino, soltanto in digitale. Ma la frase che avevo pensato, che ti esce dal cuore in un nanosecondo, era esattamente quella che vedete scritta lì sul manifesto “in carta e inchiostro” e che significa su per giù “Ci mancava altra spazzatura”, in riferimento alla situazione ben nota riguardo la monnezza in Campania.