Posts Tagged ‘Telefonia’
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Appena ho saputo dello Skypephone, prima ancora che uscisse la reclame in TV, già dubitavo della veridicità e della qualità dell’offerta. Il motivo – molti lo sapranno – è che 3 fa solo truffe.
Ad ogni modo, vado sul sito qualche giorno fa, leggo qua e là qualcosa e già mi puzza. Ma puzza forte, eh. E inizio già a dire in giro: lasciate perdere, è un “pacco”.
La prima cosa che salta all’occhio è che l’offerta (in sé per sé comunque schifosa, a mio avviso) inizia da Gennaio 2008 ed è valida solo fino al Dicembre 2008. Il resto è mistero. Questo è bastato per farmi decretare l’effetto truffa del prodotto, quindi non ho approfondito.
Oggi, dal un articolo di SKA, vengo a conoscenza di un altro articolo, scritto davvero bene, sulla questione: Skypephone e 3 la disonestà fatta operatore.
L’articolo è lunghetto, ma scorre bene e rapido. Vi consiglio caldamente di leggere e soprattutto di diffondere, per una questione di principio.
I punti chiave toccati da Francesco Minciotti sono:
- non rispetto del decreto Bersani
- contratto incompleto: dura due anni e mezzo, ma le condizioni coprono solo il primo anno
- imprecisioni varie sulla modalità delle funzionalità erogate
- pubblicità ingannevole: costa 99 euro, non 19, lo Skypephone
Ma ripeto, leggete e linkate.
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L’abolizione dei costi di ricarica è stata introdotta, insieme ad altre liberalizzazioni, al primo articolo di un decreto legge varato ieri sera dal Governo. Finalmente il lavoro fatto da Andrea D’Ambra e da tutti i firmatari della petizione da lui predisposta ha dato i suoi frutti.
Generazione Attiva, associazione nazionale in difesa dei consumatori, nata dall’esperienza del promotore della petizione contro i costi di ricarica, annuncia che assisterà i propri iscritti nella richiesta di rimborso per tutti i costi di ricarica sostenuti finora da noi cittadini/consumatori. Chiunque voglia aderire, può farlo dal sito.
Infine, è bene dire che il Governo ha riconosciuto il merito della petizione, scrivendo, a pagina di 3 di questo documento,
Il governo risponde alla petizione dei consumatori alla Commissione Ue che ha ormai superato le 810mila firme.
Un grazie ad Andrea e a tutti coloro hanno firmato (me compreso) e hanno lottato insieme a lui.
PS: è bello avere giustizia ogni tanto, vero?
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Ho letto su “The Inquirer” che Nokia sostiene che il nuovo dispositivo di Apple è interessante ma privo di alcune funzioni essenziali che lo avrebbero fatto diventare un prodotto per tutti. E cosa ci sarebbe fra l’essenziale? Il 3G. Nella stessa dichiarazione poi dice che l’utenza non è interessata realmente ad archiviare musica sul proprio telefono: molti prodotti hanno un lettore mp3 integrato e nessuno lo usa.
Detto questo, posso affermare tranquillamente che Nokia ha accusato di brutto la presentazione di iPhone.
Cioè davvero credo che ci sono solo scemi in giro? A chi vorrebbe darla a bere che il 3G è più essenziale della funzionalità iPod per rendere il prodotto Apple “per tutti”? Volendo fare il tirchio, credo che il 50% dell’utenza mobile non sappia nemmeno a cosa serve l’UMTS e che il 90% di quelli che hanno già un prodotto 3G non usa nemmeno lontanamente le funzionalità relative.
I lettori mp3 degli altri prodotti non vengono usati? E’ vero. Ed è presto detto il perché:
1. non sono ipod
2. non sono usabili (tutto l’opposto direi)
3. si mangiano le batterie
4. non hanno spazio a sufficienza integrato nel prodotto
Per iPhone accade invece che:
1. è ipod
2. è ultrausabile
3. in playback dura 15/16 ore
4. ha 4 o 8 GB integrati
5. è figo
Quindi, Nokia, non dire idiozie. Vuoi dire che all’iPhone manca l’UMTS e manca il GPS. Va bene. Ma da qui a dire che il prodotto non si diffonderà perché non ha l’UMTS, vuol dire che stai disperata forte. Pensate piuttosto a cacciare un prodotto usabile invece di quei giocattolini sempre più complicati che state sfornando. Le macchine, specie queste di consumo giornaliero, devono essere SEMPLICI. Punto.
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Almeno in borsa, a Wallstreet, è stato così. Apple, che ha cambiato il suo nome da “Apple Computer, Inc.” al più generico “Apple, Inc.”, viene premiata con un +8,30%, mentre RIM, che produce i Blackberry, e Palm Inc. con i suoi Treo, vengono stroncate con rispettivamente -7,68% e -5,69%. Anche Motorola viene penalizzata da iPhone, seppur in misura minore (-1,82%).
A dispetto del mio intento iniziale, non starò qui a ripetervi tutte i dettagli tecnici che si trovano tranquillamente in giro, dal sito ufficiale, a Melablog, a migliaia di altri siti, blog e testate giornalistiche in giro per la rete. Né propinerò opinioni e critiche. Il nuovo nato di Apple merita di essere osservato nella presentazione ufficiale del Keynote di Steve Jobs. Fatevi pure da voi la vostra opinione.
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Ho già parlato di questo argomento in passato. Ora ci sono delle novità. Il promotore della petizione, un giovane ragazzo di Ischia, ha avuto il piacere di essere intervistato dalla redazione del TG3 e di vedere la sua iniziativa finire in un ampio spazio della rubrica “TG3 Scenari”, nell’edizione del TG3 delle 14.20 di Sabato 2 dicembre. Ormai le firme della petizione sono quasi a quota 800.000 e l’Authority delle Comunicazioni ha annunciato, attraverso il Presidente Calabrò, che se gli operatori non si adegueranno, si interverrà per l’abolizione di quest’anomalia.
Speriamo bene e ringraziamo l’ostinazione di Andre D’Ambra, il promotore del movimento contro i costi di ricarica. Ogni tanto in Italia c’è qualcuno che porta avanti una battaglia sensata e giusta, fatta per i cittadini e per i consumatori. E’ bello vedere che c’è ancora chi è capace di accorgersi che in Italia viviamo diverse esperienze di pizzo legalizzato.
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A Febbraio di quest’anno lascio Telecom e passo a Tele2: Telefono Fisso + ADSL 4MBit. Tutto bene. Fino al 27 novembre scorso. Dei lavori di “potenziamento” come li chiamano loro hanno mandato tutto in malora e non accennano a risolvere il problema. Mi hanno tenuto 4 giorni senza ADSL, senza spiegarmi il motivo dell’assenza del servizio. O meglio, su 20 telefonate ho avuto 20 risposte diverse. Ho faxato, ma nessuno mi ha risposto o richiamato. Ora sono 2 giorni che il servizio è presente ma funziona malissimo (più lento di un modem analogico). E a loro il guasto non risulta. Ho scritto email alle quali nessuno risponde. Ho parlato con personale ignorante. Il mio fegato è andato in pensione anticipata per lo stress. In pratica non so più come far rispettare i miei diritti di consumatore, se non attraverso azioni legali che non posso permettermi. Mi vedo costretto a essere vincolato (contrattualmente) a un servizio inutile, senza poter far nulla. Non so più a chi rivolgermi. E vi assicuro, non sono l’unico in questa situazione. La maggioranza dei clienti Tele2 è allo stremo. Possibile che in Italia i consumatori sono trattati come degli zerbini? Non c’è rispetto e non c’è “customer care”. Hanno voglia a chiamarli così: non c’è nessuno che sappia qualcosa quando, dopo ore, alzano la cornetta per risponderti.
In Italia i consumatori, così come i cittadini, sono solo una risorsa da spolpare.
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Skype è in vena di aggiornamenti.
Un paio di giorni fa è stato rilasciato un aggiornamento di Skype for Mac, che introduce:
- trasferimento di chiamata (su numeri di telefono o altri account Skype)
- la messa in pausa automatica di iTunes quando arriva una chiamata
- la possibilità di esprimere il proprio stato d’animo con i mood messages
- il miglioramento del drag&drop per i contatti
- una migliore integrazione con le notifiche Growl
Qualche giorno prima fa è stato invece rilasciato la versione stabile 2.0 per Windows. Feature “sovrana” di questo aggiornamento è la “video-chiamata”.
Per ora la 2.0 rimane una realtà soltanto per piattaforme Windows, ma OSSBlog ci rassicura sul fatto che anche Linux e Mac vedranno presto la nuova feature tanto attesa da molti utenti.
Intanto non dimentichiamoci che esiste una (a quanto pare valida) alternativa Open Source a Skype: OpenWengo
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E’ da tempo ormai che Skype e il VoIP in generale fanno tanto rumore nel mondo delle comunicazioni. E’ chiaro come sia piuttosto seducente l’idea di un sistema di telefonia moderno, che ci liberi finalmente dalla telefonia tradizionale, specialmente qui da noi in Italia dove la questione è abbastanza penosa, con Telecom che spadroneggia col suo bel canone e la sua posizione dominante (nonostante il servizio sia alquanto scadente).
C’è da dire che oltre ai software come Skype, ci sono soluzioni sotto forma di veri e propri abbonamenti flat di telefonia VoIP, come Parla.it o Tiscali Voce (in varie salse). Tratteremo, però, questi servizi più in dettaglio in un’altra occasione. Ora vogliamo soffermarci sui software della categoria di “Skype”.
Dicevamo: a fare più rumore all’inizio è stato Skype, ma è giusto dire che non è solo. Dopo di lui è nato Skypho, che vanta delle tariffe migliori a fronte di un software che per quanto mi riguarda è alquanto inferiore a quello di Skype.
Proprio poco fa sono venuto a conoscenza di una terza alternativa, che mi ha reso alquanto felice. Si tratta di OpenWengo. Premetto che non ho avuto ancora il piacere di provarlo in prima persona, ma il giovane software sembra promettere alquanto bene, per due principali motivi:
- Migliori tariffe
- Open Source
Non che le tariffe migliori non mi facciano gola, ma ci tengo a sottolineare il punto a favore costituito dal fatto che il sorgente di OpenWengo è totalmente aperto. I vantaggi, che sono i soliti attribuibili ad un software Open Source, in questo caso si fanno ancora più sentire. Infatti, avere la possibilità di passare al vaglio il codice di un software che si occupa di telecomunicazione e tratta quindi dati “sensibili” (le conversazioni delle persone), è un fattore da non sottovalutare affatto. In qualunque momento chi è in grado può constatare che all’interno di OpenWengo non ci siano “brutte sorprese”, soprattutto a livello di privacy. Inoltre l’apertura del codice garantisce uno sviluppo rapido, sicuro e costante. Non solo: ci dà la certezza che il software difficilmente resti confinato ad una sola piattaforma. Il software è ora disponibile per il sempre presente Windows e per Linux. Lo sarà presto per Mac OS X e Pocket PC. Ma nulla vieta ad altri di portare il software su altre piattaforme diverse da queste, cosa questa che evidenzia un altro vantaggio a favore di OpenWengo: la maggior possibilità di diffondersi.
Che dire, non resta altro che mettere alla prova questo ancora giovane software per il quale, si è capito, faccio il tifo.
Ah, dimenticavo: il “giovane” OpenWengo fornisce già le VideoChiamate (sia per Win che per Lin), feature solo recentemente aggiunta a Skype, limitatamente alla versione per Windows.
Buon test a tutti