Oggi vado all’Università a chiudere delle questioni di lavoro pendenti. Dopodiché mi fermo a fare quattro chiacchiere con quelli che non molto tempo fa sono stati miei docenti. Professori, di vario grado, del corso di laurea in Informatica della Federico II di Napoli.
Una chiacchiera tira l’altra, e vien fuori che tre su tre dei professori che avevo di fronte stavo seriamente considerando di andare via dall’Italia.
Insomma, ragazzi, rendiamoci conto di una cosa. Finché è un “giovane” (inteso come più o meno 30 enni) a dire “vado via”, sebbene triste, è ancora “nella norma”. Ma quando la fascia d’età si allarga verso l’alto, allora siamo proprio in caduta libera in un baratro senza fondo.
Secondo la legge 133/2008, articolo 14, comma 1, per l’Expo di Milano verranno spesi 1486 milioni di euro.
1. Per la realizzazione delle opere e delle attività connesse allo svolgimento del grande evento EXPO Milano 2015 in attuazione dell’adempimento degli obblighi internazionali assunti dal governo italiano nei confronti del Bureau International des Expositions (BIE) e’ autorizzata la spesa di 30 milioni di euro per l’anno 2009, 45 milioni di euro per l’anno 2010, 59 milioni di euro per l’anno 2011, 223 milioni di euro per l’anno 2012, 564 milioni di euro per l’anno 2013, 445 milioni di euro per l’anno 2014 e 120 milioni di euro per l’anno 2015.
Secondo la medesima legge, articolo 66, comma 13, al fondo ordinario delle università verranno tagliati di 1441,5 milioni di euro.
13. Le disposizioni di cui al comma 7 trovano applicazione, per il triennio 2009-2011 fermi restando i limiti di cui all’articolo 1, comma 105 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, nei confronti del personale delle università. Nei limiti previsti dal presente comma e’ compreso, per l’anno 2009, anche il personale oggetto di procedure di stabilizzazione in possesso degli specifici requisiti previsti dalla normativa vigente. Nei confronti delle università per l’anno 2012 si applica quanto disposto dal comma 9. Le limitazioni di cui al presente comma non si applicano alle assunzioni di personale appartenente alle categorie protette. In relazione a quanto previsto dal presente comma, l’autorizzazione legislativa di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a) della legge 24 dicembre 1993, n. 537, concernente il fondo per il finanziamento ordinario delle università, e’ ridotta di 63,5 milioni di euro per l’anno 2009, di 190 milioni di euro per l’anno 2010, di 316 milioni di euro per l’anno 2011, di 417 milioni di euro per l’anno 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013.
Poco più del 97% della spesa dell’Expo viene attinta dal fondo ordinario delle università. Casualità.
Oggi voglio parlare un po’ più a fondo di una cosa che mi ha colpito in particolare: la completa ignoranza di tutti i coinvolti nelle discussioni televisive sull’università su quello che è la realtà europea. E quando dico tutti, dico tutti. E voglio fare questa digressione con un misto di fatti, dati, e esperienze più o meno dirette (conosco bene persone che hanno studiato in Austria, in Spagna, e nei paesi Scandinavi e io stesso ho avuto modo di confrontarmi con realtà universitarie Svizzere, anche se per motivi diversi dalla laurea).
Uno dei “difetti” che viene tirato (ed è stato tirato in questi giorni) sempre fuori per fare scena è quello che l’università italiana produce il più basso numero di laureati in Europa. Il che è vero, stando alle statistiche.
Fermo restando che sono il primo che auspica a un numero maggiore di laureati (di qualità però, non che abbiano solo il foglio di carta) e che sa benissimo che all’università c’è gente che “non fa”, il problema è che noi abbiamo un sistema universitario profondamente diverso da quello medio europeo, e quindi questo paragone è parecchio azzardato.
Ho sentito dire ieri da un coglione della Lega Nord (sì sempre loro) che i tagli all’università sono stati fatti per evitare gli sprechi e in generale per evitare che venga speso male dai “baroni” che fanno i cazzi loro.
Cazzo ma siete dei geni. Fermo restando che il problema dei soldi spesi male e dei baroni sussiste in maniera oggettiva, la soluzione è una gran cazzata.
È come se io avessi un ristorante e il ramo “pizzeria” mi va male perché vengono comprati ingredienti di merda e pizzaioli incapaci. Non è che taglio il budget al ramo pizzeria, al massimo licenzio il pizzaiolo incapace e quell’idiota che l’ha assunto e continua a comprare la farina di cemento armato. Insomma, faccio in modo che i soldi vengono spesi bene, non di spenderne di meno.
L’altro giorno, un mio conoscente che attualmente è uno dottorando assegnatario di borsa, mi comunica che è stato approvato l’aumento di stipendio per i dottorandi di oltre 200 euro.
Oggi me ne ricordo, e faccio una ricerca su Google per trovare i dettagli di questa notizia. Ed eccoli.
L’emendamento all’art. 52 della Finanziaria non è stato ancora approvato definitivamente (troppo bello sarebbe stato, eh?), ma pare abbia passato già una bella prova. L’approvazione definitiva spetta alla Camera dei Deputati.
L’aumento porterebbe lo stipendio dagli attuali 800 euro a 1150-1200 euro, con aumento netto di 350 euro. Strano venire a sapere che una proposta più “contenuta” (aumento a 1000 euro) proveniente dall’ADI sembra essere stata respinta.
Ad ogni modo, la cosa che mi lascia veramente di stucco è vedere un incentivo per i nostri cervelli, la nostra cultura, arrivare da un senatore di destra (Valditara, di AN), invece che dalla sinistra?
Questa la dice lunga sull’effettivo combaciare dei partiti italiani con le loro ideologie teoriche.
Oggi gli appunti di teoria dell’informazione che ho pubblicato qui sono stati scaricati per la centesima volta. Non male direi. Deve essersi sparsa la voce tra i ragazzi del mio corso di laurea.
Beh non può che farmi piacere. Spero stiano risultando utili. Ed è proprio questo che mi porta a fare una riflessione: nella realtà del “Web 2.0″, dove tutto si condivide e ogni condivisione si commenta, si vota, si critica, si etichetta e si [millealtrecose], il condividere degli appunti con altri a cui possono servire e non ricevere nemmeno un commento mi lascia perplesso.
Fa talmente caldo che non riescono neanche a pensare una frase di senso compiuto per l’inizio del capitolo di tesi che avevo intenzione di scrivere oggi.
Trentacinque gradi Celsius e settantacinque percento di umidità.
Come dico spesso in questi casi: ci vogliono le branchie per respirare.
E meno male che la stagione1 dovrebbe star volgendo al termine. A me pare l’esatto opposto.
Da voialtri che si dice?
1 A Napoli l’Estate è conosciuta in dialetto come “La Stagione” (’a staggione), probabilmente perché la predilezione per essa l’ha resa nei secoli “La” stagione per eccellenza.
Li avevo lì, da un bel po’ di tempo e non li avevo pubblicati. Probabilmente (ora non ricordo bene) c’è qualche errore che volevo correggere, ma non l’ho più fatto. Ad ogni modo, gli appunti coprono totalmente il programma del prof. Ninno (CdL in Informatica, Università Federico II) e scriverli per poi ripeterli, al tempo, mi ha aiutato a prendere il massimo dei voti.
Con questo video voglio ribadire una questione di cui sono già a conoscenza: la Campania è stata ed è tuttora pattumiera nazionale di rifiuti ordinari e tossici, utilizzata da tutti, aziende del nord comprese, attraverso il circuito della Camorra. Questo significa che i “nordisti” che tanto rabbrividiscono a udir la parola “Camorra”, sono tra i finanziatori della stessa.. Questo significa che se la Camorra è sempre lì, è perché fa comodo a tutti, anche a chi pubblicamente la aborrisce. E noi sempre etichettati come “camorr, pizz e mandulin”.
Personalmente sono un laureando del vecchio ordinamento universitario e quindi ho pochi contatti con questa nuova realtà dei crediti formativi. So cosa sono, come funzionano (più o meno) e il perché sono stati introdotti (uniformarsi al sistema universitario Europeo). Chi è stato formato col vecchio ordinamento aborra questa realtà, in genere. E spesso è odiata anche da chi ha vissuto direttamente il nuovo ordinamento. In realtà, se non si facesse abuso del concetto di credito, ci potrebbe anche stare, anche se personalmente lo trovo inutile. Come al solito, inventiamo noi le cose (l’Italia, con Bologna, è stata la prima a istituire le università nel mondo occidentale) e poi ci lasciamo dominare dagli altri nel nostro stesso campo.
un gruppo di intraprendenti studenti bolognesi mette in piedi una satira divulgando per l’università false cartoline che valgono un credito formativo. È una provocazione degli studenti per protestare contro un’Università che dal loro punto di vista converge pericolosamente verso un esamificio, quasi fosse una raccolta punti.
Le cartoline indirizzano ad un sito che dietro la falsa apparenza del portale dell’università www.unibologna.eu (la falsità è preannunciata da apposita schermata introduttiva) tramite un video svela l’inganno e invita gli studenti a riflettere.
Il video è quello allegato a questo post. La cosa triste è che l’Ateneo bolognese ha censurato l’iniziativa, impedendo di accedere al sito “clone” dall’interno della rete universitaria. I dettagli sulla questione li trovate sempre sulla pagina del prof. Davoli.
Se anche un’università, la più antica del mondo occidentale (e forse di tutto il mondo), si oppone alla libera circolazione delle idee e di ideali in un luogo che storicamente nasce per obiettivi diametralmente opposti, vuol dire che questo paese sta andando sul serio a rotoli.
Ad ogni modo, sembra che i ragazzi di Bologna abbiano raggiunto il proprio obiettivo. Come recita il loro sito “clone”,
Centinaia di crediti, migliaia di contatti, Alma Mater nel panico: missione compiuta!
Nella sezione “Lavori Universitari” ho pubblicato la pagina “Teoria dell’Informazione“, dove ho reso disponibile gli appunti del corso tenuto nella mia Università. Gli appunti rispecchiano completamente il corso tenuto dal Prof. De Luca e sembrano essere, al momento, l’unica risorsa italiana in merito disponibile online.
Non che siano un capolavoro, perché di certo io non sono il tizio nella foto, ma sono già un inizio.
Per ora online c’è solo il PDF, ma metterò anche i sorgenti, sia di questi appunti che delle altre cose pubblicate.
Lo zero (0) è il numero che precede uno e gli altri interi positivi e segue i numeri interi negativi.
Zero significa anche: niente, nullo, vuoto.
Ma soprattutto…
ZERO è il numero degli esami che mi restano da fare!
PS: se vi chiedete cosa c’entri la foto, si tratta dell’Eva-00. Se non sapete cos’è un Eva, potete andare qui
Il progetto “Un c@ppuccino per un Pc” dà la possibilità agli studenti universitari residenti in Italia e regolarmente iscritti alle Università italiane pubbliche o private, di acquistare un Pc portatile attraverso un prestito, erogato dai soggetti finanziatori convenzionati e garantito dalla Stato, per un importo massimo di 1200 €, che potrà essere rimborsato, in un arco di tempo che andrà da 12 a 36 mesi, in media con 1€ al giorno, il prezzo appunto di un cappuccino.
Gli studenti che usufruiscono degli esoneri delle tasse e dei contributi universitari di cui all’ art.3 c.4 del DPR n.306 del 25 luglio del 1997 , potranno beneficiare, oltre che del prestito, anche di un contributo pari a 200 €. Il contributo sarà erogato sotto forma di una riduzione del prezzo complessivo del Pc, iva inclusa, al netto di ogni eventuale sconto commerciale.
UPDATE 10/01/2006: sul blog del mio amico Detro trovate dei commenti chiarificatori, che riporto di seguito in sintesi:
Sunshine dice: Il testo dell’articolo dice che il prestito potrà essere rimborsato con un esborso medio di 1 € al giorno. Niente esborso medio. E’ l’esborso MINIMO (e cmq per l’esattezza sono 1,09 €). Un tipo ke magari ha bisogno di un pc, legge velocemente l’articolo e vedendo ke si tratta di 1€ al giorno vi si tuffa a pesce senza farsi per bene i calcoli (considerando anche l’attendibilità della fonte), andando a occhio, tanto bene o male l’importo pare quello a prima vista. Poi si ritrova a dover cacciare 3€ al giorno invece di 1€, pari a 90€ al mese invece di 30€.
Detro aggiunge: L’unica banca finanziatrice, per ora, é Banca Intesa e il prestito (perché di quello si tratta) ha il 4% circa di interessi. Ne consegue che… altro che 1€ al giorno.
Recentemente c’è stato un gran rumoreggiare intorno alla fondazione CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), che prima ha creato scalpore e polemiche consigliando Windows e software proprietario nelle università, per poi ritornare sui propri passi, grazie alla mobilitazione dei sostenitori (tra i quali molti docenti universitari) dell’Open Source, tra cui il LugROMA, che ha raccolto firme in una petizione.
Tutto questo trambusto mi ha spinto a scrivere questo post.
La cosa che contraddistingue il mio CdL (presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”) è una certa propensione al software proprietario da parte dei ragazzi e del sistema informatico (e anche di alcuni docenti).
Molti di loro sono ancora legati a due concetti banali e falsi:
Open Source equivale a regalare il tuo codice ad altri che si arricchiranno al posto tuo
Linux (il Sistema Operativo Open Source più diffuso sui Desktop) è troppo difficile da usare
Entrambe le credenze sono false. Beh, forse la seconda lo è diventata recentemente. Fatto sta che Desktop come Gnome e KDE preconfigurati in distro come [K]Ubuntu o SuSE, sono ben facili da usare, sopratutto per quello che uno studente deve fare in laboratorio.
Proprio in favore del software libero, ho deciso di mostrare come ci sia una soluzione Open Source valida per ogni esame (che richieda prove pratiche) che c’è da sostenere nel mio Corso di Laurea in Informatica.
Premesse:
Sistema Operativo Open Source di riferimento: Linux (ma le soluzioni funzionano quasi certamente anche per i vari *BSD)
Gli esami che trovate di sotto non sono tutti quello del mio CdL (almeno per ora), ma quelli che rientrano nel mio piano di studi
Per quanto io appartenga al vecchio ordinamento, cercherò di far fede ai nomi degli esami usati dall’attuale ordinamento
Elenco degli esami
Programmazione I (modulo A e B)
Compilatori: tra i tanti, consiglio fpc per il Pascal e, ovviamente, gcc per il C.
Editor: VIM, eMacs.
Ambiente di sviluppo integrati (IDE): Anjuta, KDevelop, Eclipse con CDT plugin.
Architettura degli Elaboratori I (modulo A e B)
Strumenti EDA (strumenti di disegno elettronico): gEDA
Alternative a Matlab: Octave, Scilab
Sistemi Operativi I e II
Questi due esami (per quanto riguarda la parte di laboratorio) sono già incentrati sulla programmazione di sistema su Linux. Per gli strumenti (come Ambienti di sviluppo, etc.), si faccia riferimento all’esame di Programmazione I.
Linguaggi di Programmazione I
Strumenti di modellazione UML: Umbrello, UMLet, ArgoUML.
Algoritmi e strutture dati I (modulo A e B)
Compilatori: gcc
Editor: VIM, eMacs.
Ambiente di sviluppo integrati (IDE): Anjuta, KDevelop, Eclipse con CDT plugin.
Programmazione ad Oggetti
Compilatori: gcc
Editor: VIM, eMacs.
Ambiente di sviluppo integrati (IDE): Anjuta, KDevelop, Eclipse con CDT plugin.
Introduzione ai Compilatori
Strumenti (analizzatori lessicali, sintattici, etc): Flex, Bison, AntLR
Ambienti di sviluppo (IDE): Eclipse con AntLREclipse plugin (grazie a detronizator.org per la segnalazione )
Calcolo Parallelo e Distribuito
Il corso è già basato su software Open Source. Gli strumenti usati nel corso sono MPI su Linux (in laboratorio è un cluster Beowulf, a casa se avete più di una macchina potete farne uno anche voi )
Interazione Uomo Macchina I
Nel mio CdL questo corso è incentrato sulla creazione di interfacce per applicazioni Web. Quindi:
Linguaggio di programmazione Web: PHP (consigliato il 5, se amate la OOP)
Web Server: Apache
DBMS (qualora serva): a scelta tra MySQL, PostgreSQL (il mio preferito), SQLite, etc.
Ambienti di sviluppo: Eclipse con PHPEclipse plugin, Quanta.
Libro consigliato: Interfacce a misura d’uomo, di Jef Raskin
Basi di dati e sistemi informativi I
DBMS: MySQL, PostgreSQL (consigliato), Firebird
Linguaggio per la creazione del Front-End applicativo: PHP, Python, Ruby, C, C++.
Linguaggi di Programmazione II
Strumenti di modellazione UML: Umbrello, UMLet, ArgoUML.
Ambienti di sviluppo (IDE): Eclipse
Interazione Uomo Macchina II
Nonostante il nome, questo corso nel mio CdL non tratta di Interazione Uomo Macchina (-_-) ma di Programmazione ad Agenti.
Framework per lo sviluppo ad Agenti: Jade
Ambienti di sviluppo (IDE): Eclipse
Tecnlogie Web
Soluzione 1: PHP + Apache + un DBMS di quelli già citati
Soluzione 2: Java/JSP + Tomcat + un DBMS di quelli già citati
Ambienti di sviluppo (IDE): Eclipse con plugin adeguati a seconda della soluzione.
Reti Neurali
Dato che la maggior parte delle volte il progetto consta nella creazione di un Framework per Reti Neurali, potete scegliere il linguaggio e gli ambienti di sviluppo tra quelli più volte citati sopra, a vostro piacimento.
Calcolo scientifico
Compilatori: gcc
Librerie: Atlas (reimplementazione di BLAS e LaPack)
Editor: VIM, eMacs.
Ambiente di sviluppo integrati (IDE): Anjuta, KDevelop, Eclipse con CDT plugin.
Ambienti per il calcolo matematico: Octave, Scilab
Sistemi operativi distribuiti
Il corso si svolge incentrato su Linux e OpenMosix, quindi seguite le direttive del docente.
Ingegneria del software I
Strumenti di modellazione UML: Umbrello, UMLet, ArgoUML.
Documentazioni e tesine
Questo non è un esame, ovviamente , ma sappiamo tutti che in un modo o in un altro ci troviamo a dover scrivere documentazioni e tesine.
Generatori di documentazioni interne: Doxygen, un’estensione all’ennesima potenza di Javadoc, che supporta C++, C, Java, Objective-C, Python, IDL, PHP, C#, D.
Editor: LyX (per chi ama LaTeX, ma vuole una soluzione veloce), OpenOffice.org (per chi è troppo legato ai software di Office Automation)
Questo è quanto.
Se qualche collega del mio CdL ha informazioni riguardo altri esami o semplicemente correzioni/aggiunte da fare a quanto già scritto, può scrivermi una email.