Posts Tagged ‘Valori’

7
dic

Maestri di corruzione

L’Italia scende dal 40° al 45° posto (su 163 Paesi) nella graduatoria mondiale della “percezione” della corruzione (Cpi nell’acronimo inglese) redatta da Transparency International; per il 2006 l’indice risulta per il nostro Paese di 4,9, mentre nel 2005 era pari a cinque.

 

Così recitava un articolo dell’anno scorso del Sole 24 Ore.

Se ho capito bene, dando un’occhiata all’ultima statistica redatta sempre da Transparency Interantional, quest’anno siamo scesi ancora.

In Europa, stando a quanto detto stamattina su RAI 3 in una trasmissione di cui dimentico sempre il nome, dovremmo essere i penultimi, appena prima della Grecia.

I classici primati italiani. Olè.

15
nov

La riforma più urgente?

Sono incappato in questo articolo di Ecoblog, dove c’è un sondaggio ormai tecnicamente chiuso (ovvero non lo potete votare), però è interessante la questione posta. O meglio, sono interessanti le opzioni, perché ci si rende conto che è quasi impossibile rispondere con una sola di esse.

La domanda è quella in oggetto: Qual è secondo voi la riforma più urgente da fare in Italia?

Le opzioni sono:

  1. Giustizia: tempi rapidi e certezza della pena
  2. Politica: riduzione dei costi e dei privilegi
  3. Economia: class action, basta furbetti e scatole cinesi
  4. Ambiente: riduciamo le emissioni di Co2
  5. Meritocrazia: basta raccomandati e fuga dei cervelli

Io ho avuto qualche difficoltà a sceglierne una sola. Poi, considerata l’emergenza “sicurezza” che vige in questo stato da 10 anni e peggiora di anno in anno, ho messo al primo posto l’opzione #1: tempi rapidi per la giustizia, ma soprattutto certezza della pena.

Infatti, uno dei più grossi problemi è che in questo stato ognuno si sente in diritto di poter fare i propri porci comodi, anche in virtù del fatto che chi è in Parlamento non ci dà proprio il buon esempio, tra mafiosi, truffatori, berlusconi e cose così.

Poi i reati vengono depenalizzati proprio perché i signori delle poltrone devono salvare il proprio culo e quello dei loro amici. E così si finisce che tutti delinquono, consci del fatto che tanto nessuno li sbatte dentro.

Aggiungiamoci la diffusa situazione di violenza gratuita che non viene risolta, a mio avviso, appositamente. Perché? Tenendo lo stato in continua “emergenza sicurezza”, questo sarà sempre la riforma più urgente chiesta dal popolo, che così sarà distratto da tutto il resto: politici e aziende che lucrano sulle nostre spalle, lavoro finto, cemento e polveri sottili sparate direttamente nei bronchi, etc.

Le restanti opzioni le ho così collocate: #3 e poi le restanti a pari merito, poiché dipendo tutte direttamente dalla #2.

E voi? Che mi dite?

2
nov

Ecco cosa andava in onda una volta

A che serve vivere, se non c’è il coraggio di lottare? – Giuseppe Fava

Il giornalista nel video, Giuseppe Fava, è lì che parla di Mafia in una trasmissione di Enzo Biagi del 1983. Ne parla in maniera disinibita, dicendo quello che tutti sanno, ma che nessuno dice mai: la mafia è al potere. Politici, banchieri. È lì che c’è la vera Mafia.

L’anno dopo quell’intervista, Pippo – così si era soliti chiamarlo – è stato assassinato con due colpi alla nuca. Dopo un’esecuzione del genere hanno pure avuta il coraggio di farlo passare per delitto passionale. Ma oggi tutti sanno che è stata la Mafia. O meglio, gli esecutori della Mafia, per usare le parole di Fava.

Ovviamente di queste persone, in questo stato di Mafiosi, si perde memoria. Però al TG ci ricordano che è nato il figlio di Cutolo e su Canale 5 trasmettono la fiction del “grande” Riina.

Beh, dal 1983 nulla è cambiato. In meglio.

22
ott

La Rabbia

Artista: Keny Arkana
Brano: La Rage (it: La rabbia)
Album: Entre Ciment Et Belle Etoile

Questo pezzo l’avrò ascoltato e visto più di 100 volte (non esagero) da quando me l’hanno suggerito qui.

Con un po’ di flessibilità e conoscenza di inglese, son riuscito anche a capire il testo dalla traduzione automatica di Google (consiglio di leggerla fianco a fianco con il testo francese, le somiglianze con la lingua italiana vi aiuteranno a capire le traduzioni ad capocchiam di Google).

A parte la buona qualità musicale e del flow rap, le immagini e il montaggio del video sono abbinate in maniera perfetta al pezzo, tanto da farmi venire i brividi ogni volta.

Devo dire che alla fine il pezzo ti lascia un po’ incazzato.

10
set

Travaglio sul V-Day

Marco Travaglio sull’Unità parla del V-Day, delle accuse fatte a quest’ultimo dal mondo della politica e soprattutto dell’aria fetida che è uscita dalla bocca di Casini riguardo Biagi, cosa di cui ho già accennato in questo mio commento.

Vi riporto un estratto dell’articolo di Travaglio, che copio da questo post di Grillo

Ho trascorso l’intero pomeriggio sotto il palco e sul palco, e mai ho sentito parlare non dico “contro� Marco Biagi, ma “di� Marco Biagi. Il nome “Marco Biagi� non è mai stato citato per esteso. S’è parlato un paio di volte della legge 30 che abusivamente il governo Berlusconi intestò al professore assassinato, che non poteva più ribellarsi, mentre un ministro di quel governo lo chiamava “rompicoglioni�. E ne ha parlato Grillo per chiedere di riformarla, insieme alla legge Treu, aggiungendo che però “il vero problema non sono neppure le leggi: è che in Italia non c’è lavoro�. Lo dico perchè un amico, l’ex giudice ora assessore Libero Mancuso, che nessuno ha visto alla manifestazione, ha parlato di presunte “offese a Biagi�. Posso assicurare che se qualcuno, dal palco, avesse davvero mancato di rispetto a Marco Biagi, su quel palco nessuno di noi, nemmeno Grillo, sarebbe rimasto un minuto di più

Qui trovate l’articolo completo di Travaglio.

A parer mio, se c’è qualcuno che insulta il giuslavorista è proprio la destra, che continua a dare il nome di Biagi a una legge che non prevede tutte le misure di tutela per i precari che Biagi aveva preventivato.

9
ago

Vaffanculo Day a Napoli

napolivday.png

 

Mi raccomando, a firmare. Nun facite ‘e scieme.

9
ago

Di che colore politico è Internet?

Alessio lancia uno spunto per una discussione interessante: Internet (più precisamente, la blogosfera italiana) è maggiormente di sinistra o di destra?

Se da un lato è vero che le statistiche che attualmente affibbiano un colore politico piuttosto che un altro alla blogosfera italiana sono poco rigorose perché spesso basate sull’opinione personale di ciò che si legge e non su indagini statistiche reali, è anche vero, comunque, che è interessante analizzare il fenomeno e cercare di capire in effetti come stanno le cose.

Affermare con assoluta certezza che la blogopalla italiana è di sinistra non è il caso, ma non si può fare a meno di incappare in blog dichiaratamente di sinistra, come non possiamo non notare, come dice Alessio, che i politici che posseggono un blog sono in maggioranza di sinistra.

Altra cosa facile da notare è che personaggi di spicco del panorama aristico-culturale italiano (e che hanno un blog) sono dichiaratamente di sinistra, una sinistra, è bene precisare, ideale e non politica. Ne sono un esempio Dario Fo e Franca Rame, il loro figlio Jacopo Fo.

Riprendendo il commento che ho lasciato al post di Alessio, cercherò di dire la mia a riguardo.

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27
lug

Il militare medio

Il poliziotto ideale è una rarità. Lo sbirro dei telefilm americani o, più recentemente, del nostro “Distretto di Polizia“, dedito alla legge e alla protezione dei deboli e degli innocenti, è un’idealizzazione che costituisce la minima parte dei corpi di Polizia & co.

La mia teoria (comprovata da svariati fatti inconfutabili) è che il militare medio, data la frustrazione di una vita rigida, piena di regole e che a tutti gli effetti poco dipende dalle proprie libere scelte, tende a sfogare questa sua repressione (spesso auto-imposta) e questa sua scarsa libertà sul primo povero digraziato che gli capita a tiro, oppure, qualora si tratti di un militare mandato in guerra, sul primo gruppo di prigionieri, che agli occhi del militare sono poco più di un antistress di cui poter disporre a proprio piacimento.

Per carità, ci sono dei “tipacci” che si meritano (o si meriterebbero) le migliori mazzate, ma di certo entrare in una scuola per spaccare la testa a dei ragazzi che stanno dormendo e bucare i polmoni di giornalisti stranieri, usare ripetute violenze gratuite contro due arrestati, strappare via alla vita un 18-enne che camminava di primo mattino per strada, non mi sembra sia una cosa “buona”.

Peggio ancora se sei in guerra e il tuo unico giocattolo sono i tuoi prigionieri.

E puntualmente, questi tutori della legge mettono sempre la coda fra le gambe quando devono avere a che fare con qualcuno che non è indifeso.

Questo mio sfogo segue una serie di notizie (lette di recente e non), che hanno confermato ancora una volta quello che ho sempre pensato. A tutti coloro che rientrano nella mia personale (mica tanto) classificazione, dedico “All’antimafia“.

N.B. con questo mio pensiero non sto negando l’utilità e la necessità di avere un ordine pubblico, visto che lì fuori ci sta tanta di quella “spazzatura” che se lasciata incontrollata porterebbe al caos (sì, più di quello che c’è ora). Voglio solo dire che i soggetti di cui sopra (e sono tanti) dovrebbero trovare un altro modo per sfogarsi e magari il “sistema” dovrebbe mutare qualche particolare per far sì che la frustrazione di queste persone venga ridotta.

18
lug

Libertà di espressione e informazione

Piero Ricca ci racconta la sua vicenda in questo video

È un po’ che per la rete gira la notizia della censura applicata al blog di Piero Ricca. L’azione di censura è arrivata (in maniera straordinariamente veloce per i tempi Italiani) in seguito a una querela sporta da Emilio Fede, il servo numero uno di Berlusconi, quello che tutti i giorni fa disinformazione su una rete abusiva.

Emilio Fede è stato contestato verbalmente da Piero Ricca e amici al circolo della stampa di Milano, ma ovviamente non l’ha presa tanto bene, insultando Ricca e gli altri, chiamando le forze dell’ordine e sputandogli addosso.

L’episodio è stato filmato per intero da Ricca & co. ed è stato poi messo online su YouTube e sul suo blog. Ecco il motivo della querela. I post censurati si possono leggere sul blog di Andrea d’Ambra, mentre il video della contestazione è ancora visibile su YouTube.

Come giustamente ci ricorda anche Piero nel video accluso a questo post

La libertà di espressione e di informazione deve essere un diritto garantito

Già. Peccato che questa frase l’abbia pronunciata Emilio Fede (qui il video) in seguito al fatto che, durante periodo elettorale, gli era pervenuta una querela per non aver rispettato la par condicio. Come vedete anche Fede è d’accordo, ma soltanto quando gli vietano di adulare per ore il suo padrone, con immense fandonie, sul suo canale abusivo.

Come dice Ricca, indignatevi di atti del genere, e come dico io, ricordate che non siete veramente liberi fintantoché non potete dire ciò che pensate.

Fonti e maggiori info:

Fauchone Blog
I due post censurati
Pieroricca.org bloccato dalla finanza
Pieroricca.org bloccato dalla finanza /2
V come Emilio Fede
Qui Milano Libera

9
lug

Vaffanculo!

Iscriviti al Vaffanculo Day

L’8 settembre sarà il giorno del Vaffanculo day, o V-Day. Una via di mezzo tra il D-Day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta. Si terrà sabato otto settembre nelle piazze d’Italia, per ricordare che dal 1943 non è cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione allo sbando, oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi “culturaliâ€?. Il V-Day sarà un giorno di informazione e di partecipazione popolare.

Beppe Grillo

Qui trovate il volantino da stampare e diffondere.
Qui invece il gruppo Flickr dedicato al V-Day.

7
lug

Cosa è valore?

Sunshine

Pochi giorni fa Lelly ha citato una poesia di uno scrittore napoletano, Erri De Luca, con la quale l’autore elenca in ordine sparso le cose che considera valore in questa vita. Sinceramente conosco poco l’autore; prima del post di Lelly avevo visto soltanto una sua intervista a Le invasioni barbariche, per puro caso.

Ma non è questo il punto.

Il punto è che questa poesia, unita a ciò che in fondo penso da sempre (e alcuni lo sanno), il tutto condito da alcuni eventi (che non vi racconterò), mi portano a (ri)fare le seguenti valutazioni.

In questa società ultra-stressata ed eccessivamente accelerata, non si vede altro che gente patire per angosce e problemi il più delle volte auto-imposti. La società occidentale del consumismo ha banalizzato la vita delle persone, l’ha resa frivola, senza senso, vuota, superficiale. Ormai le persone non lavorano più per vivere (tranne quelle famiglie davvero messe male), ma vivono per lavorare e spendere i loro guadagni in inutilità. Oggetti nati come utilità sono ormai a tutti gli effetti stati trasformati in gadget, oggetti da possedere per puro vanto o divertimento (telefono, auto, etc.). E la gente si sbatte per essere al pari con questa filosofia imposta, inculcata, di fatto affannandosi il più delle volte per cose senza un vero valore.

Cosa è valore oggigiorno per la massa? Denaro e immagine. Questo è il messaggio. Ed è la gran parte a rimanerne vittima.

Tutto il resto sembra sparito. Tutto passa in secondo piano, terzo piano, piano terra.

Cosa è valore? Valore per me è (in ordine sparso)

I soldi? Quelli no. Quelli sono soltanto un qualcosa che ti aiuta in questa società incancrenita. Ma non sono un vero valore. Te ne accorgi quando incontri lo sguardo terrorizzato e triste di chi con tutti i suoi soldi non riuscirà mai ad evitare l’inevitabile per una persona che ama, con la quale magari ha costruito una vita.

I veri valori. Già. Bisognerebbe tenerli presente più spesso. Il risultato sarebbero meno affanni, più soddisfazioni e meno rimpianti.