Posts Tagged ‘Violenza’

30
ott

Democraticamente parlando

«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni […] Gli universitari? Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città… Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì».

Francesco Cossiga, Quotidiano Nazionale del 23 Ottobre 2008

Via Repubblica.

6
mag

I Naziskin di Verona

Senza mettere link, tutti sappiamo di cosa parlo. E penso che tutti, come me, abbiano sentito più campane ribadire che non c’è collegamento con la politica. Addirittura il magistrato ha detto che non c’è movente politico. Questo solo perché i “bravi ragazzi” di Verona non hanno attaccato Nicola Tommasoli perché fosse di colore politico diverso.

Ma, sarò malizioso io, malpensante io, fissato io, ma il collegamento politico io ce lo vedo tutto: classificati come naziskin, i ragazzi di Verona operano la loro violenza (non era la prima volta, eh, ricordiamo che erano habitué di violenza sugli stadi) mossi da una distorta (forse nemmeno tanto distorta) idea socio-politica che è quella del nazi-fascismo. Operano in funzione dell’idea “elimina il diverso”, dove diverso è tutto ciò che non è come loro. Siccome tale principio scaturisce dal loro sentirsi appartenenti a un’idea di estrema destra, non vedo come tutto questo casino, non vedo come l’uccisione di questo povero ragazzo, possa essere del tutto estranea a questioni politiche.

Siete d’accordo?
O sono io che sono pazzo? [cit.]

13
dic

Lo sciopero dei TIR? Una mossa tattica

Come se non l’avessi pensato sin dall’inizio. Ma andiamo.

I-TA-LIANI!!! Siete carta conosciuta!

15
nov

La riforma più urgente?

Sono incappato in questo articolo di Ecoblog, dove c’è un sondaggio ormai tecnicamente chiuso (ovvero non lo potete votare), però è interessante la questione posta. O meglio, sono interessanti le opzioni, perché ci si rende conto che è quasi impossibile rispondere con una sola di esse.

La domanda è quella in oggetto: Qual è secondo voi la riforma più urgente da fare in Italia?

Le opzioni sono:

  1. Giustizia: tempi rapidi e certezza della pena
  2. Politica: riduzione dei costi e dei privilegi
  3. Economia: class action, basta furbetti e scatole cinesi
  4. Ambiente: riduciamo le emissioni di Co2
  5. Meritocrazia: basta raccomandati e fuga dei cervelli

Io ho avuto qualche difficoltà a sceglierne una sola. Poi, considerata l’emergenza “sicurezza” che vige in questo stato da 10 anni e peggiora di anno in anno, ho messo al primo posto l’opzione #1: tempi rapidi per la giustizia, ma soprattutto certezza della pena.

Infatti, uno dei più grossi problemi è che in questo stato ognuno si sente in diritto di poter fare i propri porci comodi, anche in virtù del fatto che chi è in Parlamento non ci dà proprio il buon esempio, tra mafiosi, truffatori, berlusconi e cose così.

Poi i reati vengono depenalizzati proprio perché i signori delle poltrone devono salvare il proprio culo e quello dei loro amici. E così si finisce che tutti delinquono, consci del fatto che tanto nessuno li sbatte dentro.

Aggiungiamoci la diffusa situazione di violenza gratuita che non viene risolta, a mio avviso, appositamente. Perché? Tenendo lo stato in continua “emergenza sicurezza”, questo sarà sempre la riforma più urgente chiesta dal popolo, che così sarà distratto da tutto il resto: politici e aziende che lucrano sulle nostre spalle, lavoro finto, cemento e polveri sottili sparate direttamente nei bronchi, etc.

Le restanti opzioni le ho così collocate: #3 e poi le restanti a pari merito, poiché dipendo tutte direttamente dalla #2.

E voi? Che mi dite?

12
nov

Caso Sandri, ovvero come i TG fanno danni gratis

La faccenda della morte di Gabriele Sandri non c’entra una mazza col calcio. L’ho già detto.

Ma voglio sottolineare il mio punto di vista riguardo l’informazione dannosa e irresponsabile fatta dai TG.

Infatti, per quel che ne poteva sapere il poliziotto, dall’altro lato di dov’era lui poteva esser successo o star succedendo qualsiasi cosa. Il poliziotto non ha sparato perché c’erano dei tifosi che si son dati un paio di cazzotti. Il poliziotto ha sparato perché ha presunto di aver visto qualcosa.

I TG sono stati degli irresponsabili a leggere tutta la questione in chiave “calcio”, perché non hanno fatto altro che creare tensioni assurde che poi hanno portato altri tifosi a fare danni e a prendersela con persone che non c’entravano nulla, finanche gli operatori TV.

Con la loro tendenza a gossippare, con la perdita totale di qualsiasi capacità di fare informazione, i TG hanno fatto solo danni in questa giornata.

A questo punto, su questa scia, possiamo trasformare ogni delitto, ogni rissa, ogni tafferuglio, ogni cosa, in una questione di “calcio malato�, visto che in tutt’Italia io penso d’esser l’unico a non tifare una mazza.

E già, domani un vicino ammazza il figlio del vicino e si dice: romanista ammazza laziale. Ma stiamo scherzando? E che cazz!

11
nov

Due cose sulla morte di Gabriele Sandri

Sulla morte di Gabriele Sandri voglio dire due brevi cose

Uno: e poi mi chiedete perché schifo i poliziotti? Sparano a cazzo di cane.

Due: Sandri era sì un tifoso della Lazio e aveva sì appena concluso un litigio (tra l’altro alquanto contenuto sembrerebbe) con dei tifosi juventini. Ma questa cosa prescinde dal calcio. Anzi, non c’azzecca un cazzo. Dall’altro lato dell’autostrada, il poliziotto non sapeva nulla. Per quanto ne sapeva lui, poteva essere una lite qualsiasi. Il calcio non c’entra niente. Quindi, fanculo pure i giornali che non sanno dare le notizie e strumentalizzano ogni cosa.

29
set

La Birmania

Negli ultimi giorni si parla tanto della manifestazione, da parte dei monaci Birmani e sostenitori vari, contro il regime militare. Finora non ho voluto fare alcun post di quelli che si vedono tanto in giro sui blog. Del tipo “solidarietà alla Birmania”, “siamo con la Birmania”, etc.

Sia chiaro, non perché non trovi disumano il regime e le reazioni dello stesso verso una manifestazione pacifica. Ma perché dichiararmi solidale a dei monaci che si stanno beccando del piombo in corpo, restando seduto sulla sedia di casa mia nel mio, seppur decrepito, malato e corrotto, paese democratico, mi sembrava un’ipocrisia.

Troppo facile dichiararsi solidali quando non si sta in mezzo a una strada con militari che ti sparano contro.

Ma questo post arriva per ringraziare coloro che possono fare la differenza: i militari. Il regime è mantenuto grazie all’esercito. Se questo viene meno, è segno che la manifestazione inizia a sortire qualche effetto. I monaci e il resto della popolazione, per quanto coraggiosi, da soli non avrebbero mai potuto far nulla. Ma se l’esercito inizia a vacillare, la situazione cambia.

Quindi un grazie a tutti i militari che si sono ammutinati e un incoraggiamento per tutti quelli che ancora non l’hanno fatto. Sparare su gente pacifica e indifesa che chiede solo la libertà è di una crudeltà tremenda. Solo l’esercito può porre fine a questa situazione. Ammutinatevi. Liberatevi.

17
set

Ma sì, spariamo all’IRAN

Tre giorni fa Bush annunciava che avrebbe fatto rientrare 5700 soldati per Natale. Evidentemente gli servono per sparare sull’IRAN, azione necessaria per mantenere fede al “New American Century Project”.

Beh, non credo sia necessario che io vi sottolinei il fatto che Bush vuole bombardare uno stato instabile armato di bombe nucleari.

Direi che le parole di Gianfranco Marziano (secondi da 20 a 30 del video sopra) sono più che adeguate:

Presindente Bush, io solo una cosa voglio dire: tu ‘e a fa sule ‘e bbucchini!

Espressione comune dalle mie parti, una specie di Vaffanculo potenziato: l’ha mandato a fare pompini.

27
ago

Non fate gli ipocriti

È un po’ di tempo che girando per la rete trovo persone che si lamentano del nome che Beppe Grillo ha dato all’iniziativa dell’8 Settembre: V-Day, il Vaffanculo Day.

I motivi sono molteplici. Di seguito riporto i due di “maggiore diffusione” (abbiate pazienza se non riporto link: non è usuale per me, però non li ritrovo tutti al momento, ma soltanto uno e per correttezza evito di segnalare un solo blog come se fosse un attacco personale).

Populismo

Tra le tante cose, si accusa Grillo di esser caduto nel “populismo” e avere usato la parola Vaffanculo soltanto per “aizzare” le folle più facilmente. Che era fuori luogo usare questa parola, che mandare tutti a fare in culo è un po’ come fare tutta un’erba un fascio. E altri bla bla simili.

Io ci vedo troppo rumore. Vaffanculo non è altro che un vocabolo usato quotidianamente da tutti quando si hanno le scatole piene di qualcosa. In questo caso, il qualcosa è la situazione politica italiana attuale. Tutto qua. Le cose andrebbero cambiate radicalmente, mandate a fare in culo, insomma. Ci sta tutto.

Sbeffeggiamento

All’improvviso, con la solita reazione a catena poco ragionata che affligge parecchi blog, la gente ha iniziato a inveire contro il nome scelto da Grillo perché sbeffeggia, ridicolizza e sminuisce un’iniziativa ben più importante, come ripetono tutti a mo’ di caprette sui propri blog.

Il problema non è che questa iniziativa “ben più importante” non lo sia davvero, anzi. Però conoscendo questo tipo di reazioni a catena, affermo con discreta sicurezza che la minima parte di loro, fino a poco fa, conosceva l’altro VDay, movimento mondiale contro la violenza sulle donne. Ma quasi il 99% di loro invece si mostra esterrefatto di fronte all’usurpazione del nome da parte di Grillo.

Lasciatevi dire un paio di cose.

Punto 1, siete dei falsi, degli opportunisti e delle capre. Nemmeno sapevate che esistesse una tale organizzazione mondiale e vi sconvolgete che Grillo abbia usato lo stesso nome per un’iniziativa totalmente diversa. Se vi sentite così vicini al tema, perché non siete in un angolino a fare ammenda del fatto che non conoscevate l’altro VDay?

Punto 2, il V-Day di Grillo è innanzitutto un’iniziativa locale, italiana; in secondo luogo è di stampo del tutto diverso, ma comunque con delle intenzioni più che apprezzabili: concretizzare in legge l’iniziativa Parlamento Pulito (e non solo). La vostra bigotta ipocrita indignazione avrebbe un briciolo di senso se Grillo avesse lanciato un’iniziativa (omonima) mondiale contro i soprusi sui nani da giardino o sulle zanzare.

Voi tutti che vi mostrate all’improvviso così vicini ai temi di violenza sulle donne, vedetela in questo modo: se Grillo usava un altro nome voi ora sareste ancora nella vostra beata ignoranza invece che nell’attuale ipocrito sapere.

Alla fin fine, la nascita del nome è stata spiegata più volte da Grillo ed è plausibile che lui, come tutti noi, ignorasse l’esistenza del VDay.

N.B.: non è assolutamente mia intenzione sminuire l’importanza del problema della violenza sulle donne, né tantomeno fare la parte del fan coi paraocchi. La mia unica intenzione è schernire la quantità eccessiva di ipocriti che si aggira per il mondo.