Posts Tagged ‘Vita’

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dic

Qualità della vita…

1. Zurich, Switzerland (1)
2. Geneva, Switzerland (2)
3. Vancouver, Canada (3)
4. Vienna, Austria (3)
5. Auckland, New Zealand (8)
6. Dusseldorf, Germany (5)
7. Frankfurt, Germany (6)
8. Munich, Germany (7)
9. Bern, Switzerland (9)
9. Sydney, Australia (9)
11. Copenhagen, Denmark (11)
12. Wellington, New Zealand (14)
13. Amsterdam, Netherlands (12)
14. Brussels, Belgium (13)
15. Toronto, Canada (16)
16. Berlin, Germany (16)
17. Melbourne, Australia (14)
18. Luxembourg, Luxembourg (18)
18. Ottawa, Canada (21)
20. Stockholm, Sweden (19)
21. Perth, Australia (20)
22. Montreal, Canada (22)
23. Nuremberg, Germany (22)
24. Dublin, Ireland (22)
25. Calgary, Canada (25)
26. Hamburg, Germany (25)
27. Honolulu, HI (25)
28. San Francisco, CA (28)
29. Adelaide, Australia (29)
29. Helsinki, Finland (29)
31. Brisbane, Australia (31)
31. Oslo, Norway (32)
33. Paris, France (33)
34. Singapore, Singapore (35)
35. Tokyo, Japan (34)
36. Boston, MA (36)
37. Lyon, France (37)
37. Yokohama, Japan (37)
39. London, UK (39)
40. Kobe, Japan (40)
41. Washington, DC (41)
41. Chicago, IL (52)
43. Portland, OR (42)
44. Barcelona, Spain (43)
45. Madrid, Spain (44)
46. New York City, NY (45)
47. Seattle, WA (46)
48. Lexington, KY (47)
49. Pittsburgh, PA (48)
49. Winston Salem, NC (48)
51. Osaka, Japan (50)
51. Milan, Italy (51)

Difficilmente mi sbaglio su certi fatti.

29
gen

Ottimista o pessimista?

Ok, ok. Questo post è un po’ fuori dal coro su questo blog. In verità, è molto nello stile della mia amica Alhandra ;) Ma ogni tanto concedetemi una pausa :D

Di cosa si tratta? Di questo test: Ottimista o Pessimista?

Il mio risultato:

Sei una persona ottimista, attiva, con molti progetti da realizzare. In genere affronti le difficoltà della vita senza scoraggiarti e con molta decisione; a volte – proprio in virtù del grande ottimismo che ti sostiene – corri il rischio di sottovalutarle. Solitamente il futuro non ti spaventa, anzi, in genere sei una persona portata a pensare che il futuro sarà anche meglio del presente.
Sei una persona che non si lascia scoraggiare facilmente e che guarda con fiducia al futuro. Per raggiungere quanto desideri sei disposto a rischiare un insuccesso. Pur sapendo di dover affrontare delle difficoltà, difficilmente rinunci ad agire o pensi di non potercela fare. L’essere pessimisti non fa parte di te.

Beh, eccezion fatta per alcuni casi che mi hanno portato all’esasperazione (vedi la situazione italiana/napoletana), direi che è sostanzialmente attendibile.

E voialtri? Fatemi sape’!

11
gen

27 Giugno 2007

Italia – Emergenza rifiuti in Campania: la Commissione avvia un procedimento di infrazione

La Commissione europea ha avviato un procedimento di infrazione contro l’Italia a causa della cronica crisi dei rifiuti che colpisce Napoli e il resto della regione Campania, dove migliaia di tonnellate di rifiuti si sono accumulate nelle strade e vi sono stati riversamenti in discariche illegali. Il rischio di diffusione di malattie e di inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo desta gravi preoccupazioni per la salute umana e per l’ambiente. La Commissione ritiene che gli impianti regionali per lo smaltimento dei rifiuti siano inadeguati e presentino grossi rischi per la salute e per l’ambiente, una situazione che costituisce una patente violazione della normativa UE sui rifiuti. Di conseguenza, la Commissione ha inviato all’Italia una lettera di costituzione in mora – prima fase del procedimento di infrazione – chiedendo anche informazioni sui provvedimenti eventualmente presi per proteggere la salute umana e l’ambiente nella regione. Parallelamente, la Commissione procede alla valutazione dei progetti del governo italiano che intende aprire quattro nuove discariche di rifiuti in Campania, allo scopo di accertare se siano compatibili con la normativa UE e assicurarsi che risolvano, nel lungo periodo, il drammatico problema dei rifiuti nella regione.

Questo il 27 Giugno 2007. I media: zitti. Il governo: inerte. E poi dicono che non ci ignorano e non lucrano sulle vite dei Campani?

Assassini. Questo Stato guadagna sulla vita dei propri cittadini: una regione intossicata dai rifiuti, morti bianche sul lavoro, stipendi da miseria e carovita, lavoro nero, incentivo all’inquinamento. Una guerra contro la propria popolazione.

8
gen

Gli inceneritori

Tutti in TV in questi giorni parlano di come sono stati bravi a fare inceneritori ultrasicuri e fighissimi che funzionano da 20 anni e che sono talmente puliti che tengono le vacche a pascolare nei pressi degli stessi.

Tutti in TV parlano di come a Venezia hanno alzato un inceneritore in 10 minuti che pure i tedeschi si so’ messi a piangere talmente hanno fatto presto e bene.

Tutti parlano di come sia facile, sicuro e conveniente avviare una tale struttura, a patto che sia moderna ed efficiente.

Tutti parlano di queste cose ovvie.

Nessuno dice che l’inceneritore più discusso di Napoli, quello di Acerra, si trova in una zona che già ora “vanta” l’incidenza tumori più alta d’Europa.

Nessuno dice che gli inceneritori, quello di Acerra in primis, sono ostacolati prima di tutto dalla Camorra che preferisce continuare a lucrare sulla crisi continua piuttosto che organizzarsi per lucrare allo stesso modo attraverso gli inceneritori (cosa che è comunque pronta a fare nel momento in cui i tempi obbligheranno tale scelta).

Nessuno sottolinea che: se le discariche di Napoli ospitano, illegalmente, rifiuti tossici da 20 anni, se il CDR prodotto in Campania non è vero CDR (bruciato sarebbe tossicissimo), allora quant’è la probabilità che gli inceneritori siano effettivamente a norma e controllati?

Lo dico io quant’è. Zero.

Lo Stato ancora una volta da decenni finge che la criminalità organizzata sia un problema marginale (in Campania come in Calabria e in Sicilia), dato che esso stesso vi è colluso.

La vera vergogna è che lo Stato italiano ostacola la lotta alle mafie. Che ci vuole tenere in queste condizioni.

La vera vergogna è essere governati da criminali.

5
gen

Lo Stato? Imputabile di omicidio colposo

Questi ultimi giorni mi stanno provocando un rapido aumento di ansia. La situazione è oltre il limite delle “altre emergenze”. È spaventosa. Non ho vergogna a dire che ho paura a uscire di casa, pur conscio che anche stando dentro non cambia poi tanto. E non riesco a smettere di scriverne qui, rischiando anche di ricevere il classico benservito dall’ignorante di turno che crede sia tutta colpa del terrone napoletano.

Sindaci che chiudono le scuole fino a data da destinarsi.
Chiese che chiudono.
Topi di fogna che muoiono.
Gli infiltrati della camorra stanno creando disagio con duplice obiettivo: eliminare i manifestanti scomodi grazie agli interventi della polizia, e aumentare il livello di emergenza che loro ben sanno verrà tamponato soltanto con altri, inutili (per noi), soldi.

Se nemmeno questo basta allo stato per dichiarare lo stato d’emergenza con intervento militare, allora non esiste nessuno, nessuno, dello Stato intero, che non stia lucrando sulle nostre vite.

Lo stato è imputabile di omicidio colposo per tutti i morti già passati.
Ed è imputabile di tentato omicidio per il disinteresse mostrato finora per la situazione attuale.

E l’informazione è complice.

5
gen

Un territorio che non esce dalla notte

Seguo da un po’ il blog di Alessandro, già autore di Sosteniamo Saviano. Proprio da un suo articolo vengo a conoscenza di questo articolo dello stesso Saviano, pubblicato sia su Repubblica.it che su Repubblica.

Un territorio che non esce dalla notte. [...] Ma forse queste vicende avvengono in un altro paese. Perché chi governa e chi è all’opposizione, chi racconta e chi discute, vive in un altro paese. Perché se vivessero nello stesso paese sarebbe impensabile accorgersi di tutto questo solo quando le strade sono colme di rifiuti. Forse accadeva in un altro paese che il presidente della Commissione Affari Generali della Regione Campania fosse proprietario di un’impresa – l’Ecocampania – che raccoglieva rifiuti in ogni angolo della regione e oltre, e non avesse il certificato antimafia.

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5
gen

Cavia

Dal Garzanti

s. f.
1 piccolo mammifero roditore originario dell’America, con corpo tozzo di vario colore, quasi sprovvisto di coda; è usato per esperimenti di laboratorio
2 (estens.) qualsiasi animale o persona che venga sottoposta a esperimenti scientifici o a prove di altra natura: fare, servire da cavia; una cavia umana || Usato anche come agg. invar. : uomo cavia.

Ultimamente mi sento come la seconda accezione.

4
gen

L’illogicità ecclesiastica

(Inviato come commento a quest’articolo di Di Pietro)

Le smanie della Chiesa e dei cattolici non le capisco. Sono contro ogni logica. Una legge permissiva, cioè che autorizza una data pratica, non può ledere la libertà di nessuno. Se io autorizzo l’aborto, chi non è cattolico o che comunque vuole praticare l’aborto, è libero di farlo. Altrettanto libero è il cattolico fervente contrario a tale pratica, poiché nessuno lo obbliga all’aborto.

Se il cattolico può sempre scegliere secondo le regole religiose e nel frattempo chi non è cattolico è libero di compiere determinate azioni a norma di legge, allora ne abbiamo un ampliamento della libertà e dei diritti umani.

Se invece si fa una legge che vieta l’aborto, allora si sta obbligando tutti, anche i non cattolici, a seguire la dottrina di una religione nella quale non si crede. Questa è privazione della libertà.

Il discorsetto di cui sopra ovviamente vale per ogni questione nella quale la Chiesa si intrufola, tipo DICO, etc. Ha per caso paura che, avendone la possibilità, anche i suoi “fedeli” si lascino tentare dalla guadagnata libertà che la Chiesa invece tenta sempre di negare?

La cosa sconcertante è la quantità di persone che in giro riesce ancora a farsi abbindolare da cotanta stupidità propinata in paroloni. Possibile che nessuno usi quella cosa chiamata ragione?

4
gen

Buon 2008?

Non se ti aprono una discarica usata e abusata sotto il naso.

Fanculo allo Stato Italiano colluso con la Camorra: banda di vigliacchi, è facile lucrare sulle nostre vite, eh? Dovete morire la notte di Natale davanti ai vostri figli.

27
dic

Emergenza Rifiuti: cosa sapete sul serio?

Allora. Vediamo di arrivare a un punto. O perlomeno di dire qualcosa di diverso delle solite banali ovvietà che la televisione propina sull’argomento, manipolando così l’opinione pubblica sulla questione Emergenza Rifiuti che negli ultimi anni si verifica sempre più spesso in Campania.

I media, soprattutto la TV, non fanno altro che mandare in onda le immagini di repertorio classiche collezionate a Quarto, Aversa, etc. e parlare dell’emergenza rifiuti nei termini più errati che possano usare. Non si sente altro che: “nessuno risolve”, “Bassolino ruba”, “il commisario speciale ruba”, “i napoletani retrogradi e incivili non vogliono i (cosiddetti) termovalorizzatori”.

Però i media non dicono che chiunque si metterà a gestire questa situazione, non cambierà niente. Commissari, presidenti, responsabili, contro responsabili. Non potranno mai fare nulla. Perché non sono nessuno. Non sono le istituzioni a gestire i rifiuti qui. È la Camorra. E la Camorra si trova a un livello superiore. È lei che comanda.

La Camorra tiene aperta costantemente l’emergenza, così riesce a lucrare sui finanziamenti che vengono stanziati per risolvere il problema, posizionando uomini di fiducia lungo la gerarchia istituzionale che gestisce queste cose. Ma non basta. Grazie alla Camorra, che gestisce questo commercio da decenni, la Campania è stata imbottita di rifiuti. Non c’è più spazio. Le nostre terre sono talmente zeppe di monnezza di ogni tipo, tossica e non, che lo spazio per quella che produciamo noi non c’è più. Da una vita. Una vita durante la quale le terre campane sono state imbottite di quei rifiuti troppo costosi da smaltire secondo legge. La maggior parte vengono dalle aziende del nord Italia.

Lo smaltimento è un costo che nessun imprenditore italiano sente necessario. [..] «Per loro è più utile la merda che cacano piuttosto che i rifiuti, per smaltire i quali devono sborsare valigie di soldi».

(dall’ultimo capitolo del libro Gomorra, di Roberto Saviano)

L’unica alternativa proposta sembrerebbero gli inceneritori: il piano di Rastrelli, portato avanti da Bassolino, prevede(va) 5 inceneritori. Parliamo di una soluzione vecchia più di 10 anni.

Perché ancora oggi non esistono gli inceneritori?

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8
dic

La poltiglia italiana

Il Censis nel suo rapporto annuale ha definito la società italiana una poltiglia frammentata, spaesata, disillusa, sfiduciata e senza futuro.

Più o meno quello che molti blogger italiani, compreso il sottoscritto, dicono da tempo sulle loro pagine.

Ma vediamo qualche dettaglio a proposito del rapporto annuale del Censis

ITALIA AGGRESSIVA E LITIGIOSA È la ‘degenerazione antropologicà, la modalità espressiva quotidiana degli italiani. Ne sono teatro gli stadi e le famiglie. In casa aumentano violenze e separazioni.

È CELLULARE-MANIA Il numero dei telefonini continua a crescere. Li possiede l’86,4% della popolazione contro il 92,1% delle tv. Il telefonino è utilizzato dal 76,9% degli uomini e dal 75% delle donne con punte di oltre il 96% fra i giovani di età di 14-29 anni.
(E poi ci si stupisce se una ragazzina di 12 anni viene presa in giro e umiliata da tutta la sua classe perché era andata in gita con un telefonino vetusto che la madre le aveva concesso soltanto in quell’occasione speciale e che le avrebbe tolto al ritorno [ndr]).

DELLA POLITICA NON CI SI PUÒ FIDARE La pensano così 8 italiani su 10.

ENTRATE COMUNI, INCASSI DA MULTE Nei Comuni, salgono del 52% le entrate derivanti dalle multe degli automobilisti.

UN TERZO REDDITO FAMIGLIE PER CASA E ENERGIA A questi scopi va il 31% degli stipendi. È diminuita invece la spesa per alimenti (dal 21,1% del 1996 al 18,9% del 2006).

UN ITALIANO SU 5 VIVE CON CRIMINALITÀ Il 22% della popolazione italiana, ossia circa 13 milioni di persone, vive in zone in cui è presente la criminalità organizzata. Si tratta di cittadini del sud, pari al 77,2% della popolazione di quattro regioni (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia).

Continua sull’Unità.

7
dic

Povera vita mia

Artista: 99 Posse
Brano: Povera vita mia
Album: La vida que vendrà

Il testo della canzone lo trovate in un post che ho fatto tempo fa, quando scoppiò il trend delle morti sul lavoro. Allora come adesso, voglio commemorare i morti sul lavoro, e nella fattispecie i morti nell’incendio dell’acciaieria di Torino, con questa canzone scritta ben 7 anni fa.

Da allora, nulla è cambiato, forse è solo peggiorato, ed è veramente triste assistere a quella che io chiamo da tempo “La guerra del lavoro”, poiché, come dice la canzone stessa, più di 1000 morti all’anno sono cifre da guerra.

7
dic

Maestri di corruzione

L’Italia scende dal 40° al 45° posto (su 163 Paesi) nella graduatoria mondiale della “percezione” della corruzione (Cpi nell’acronimo inglese) redatta da Transparency International; per il 2006 l’indice risulta per il nostro Paese di 4,9, mentre nel 2005 era pari a cinque.

 

Così recitava un articolo dell’anno scorso del Sole 24 Ore.

Se ho capito bene, dando un’occhiata all’ultima statistica redatta sempre da Transparency Interantional, quest’anno siamo scesi ancora.

In Europa, stando a quanto detto stamattina su RAI 3 in una trasmissione di cui dimentico sempre il nome, dovremmo essere i penultimi, appena prima della Grecia.

I classici primati italiani. Olè.

25
nov

Pianeta Scoria

Artista: Ska-P
Brano: Planeta Eskoria
Album: Planeta Eskoria

16
nov

L’Italia è morta

No, non solo perché è subissata di violenza, ladri, mafiosi, camorristi, politici, criminali, etc.
Non solo perché non esiste più l’informazione e siamo un paese semi-libero.
Non solo perché le aziende seguono una politica sanguisuga, non creano lavoro, sfruttano, e lucrano sulle spalle di tutti i dipendenti e non.
Non solo perché la ricerca è ormai morta in questo paese.

Ma anche perché quando abbiamo davanti agli occhi 10 milioni di dollari, non ce li possiamo prendere. Anche se ne siamo capaci e lo vogliamo con tutto il cuore.

In questa settimana, infatti, s’è parlato molto del contest milionario indetto da Google per la creazione di nuove applicazioni per Android, il giovane sistema operativo per dispositivi mobili rilasciato da Google. Il motivo è che, per restrizioni legislative locali, l’Italia – assieme come la metà francese del Canada, il Québec – è esclusa dal contest.

Migliaia, forse più, di giovani che potrebbero e vorrebbero partecipare, sono esclusi per colpa delle assurde leggi Italiane.

All’inizio la faccenda era un po’ oscura e per capire cosa effettivamente limitasse l’inclusione dell’Italia, ho chiesto a Felipe di dare un po’ di visibilità alla questione.

Il fatto non ha impiegato molto a invadere Blog e giornali di mezza rete. Anche Repubblica.it ne ha parlato e lì vi troviamo svelati quali sono le famose “local restrictions” di cui parla Google

Da noi ci sono infatti norme che in tempi di internet hanno sapore borbonico e che spaventerebbero qualsiasi organizzatore di concorsi internazionali. Per prima cosa, bisogna depositare una somma di garanzia, in anticipo, per coprire l’intero valore del concorso. Insomma, Google dovrebbe stanziare 10 milioni di dollari in un conto corrente solo per lanciare il concorso in Italia. Poi, in Italia i premi dovrebbero essere assegnati in presenza di un notaio e di un rappresentante di un’associazione dei consumatori riconosciuta; Google dovrebbe infine compilare moduli e fare registrare il concorso da due ministeri e dai monopoli di Stato.

Cioè, è praticamente impossibile che l’Italia possa mai partecipare a un evento del genere. E secondo me è fatto pure di proposito. Le solite magagne economico-politiche all’italiana.

Ettore ha scritto una lettera a Di Pietro in cui testimonia le possibilità che hanno i giovani negli USA

Vivo nella Silicon Valley, in California, e tutt’attorno a me vedo ragazzi ventenni che mettono su aziende dopo aziende e creano lavoro, creano innovazione, continuamente. Qui c’è anche una parola bellissima per identificare le aziende che iniziano: “startup”.
La Apple, la HP, Google, Flickr, Facebook, sono tutti nati così. Per aprire un’azienda in California bisogna compilare un foglio, pagare qualche dollaro, e in mezz’ora sei libero.

Già. Non mi ci far pensare, caro Ettore.

Siamo morti. Morti su ogni piano della società. Piano politico, piano commerciale, piano del lavoro dipendente, piano criminalità, piano burocratico e tutti gli altri piani su cui si può porre la questione arretratezza di questo paese.

L’Italia mi dà l’impressione di un malato terminale tenuto in vita dalle macchine. Macchine che non possiamo staccare perché la legge sull’eutanasia non c’è.

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