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27 luglio 2010

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Principio della proiezione

In senso psicanalitico, la proiezione è quell’operazione con la quale il soggetto espelle da sé e localizza nell’altro (persona o cosa), sentimenti, desideri o qualità che sono suoi ma che egli non riconosce o rifiuta in sé.

Beh, in poche parole, è quello che fa Berlusconi tutti i giorni. Non avendo argomenti coi quali difendere le proprie azioni e i propri pensieri (e come mai potrebbe averli?), accusa incessantemente gli altri di qualcosa che in realtà ha fatto o sta facendo lui.

Esempio: «la sinistra mi odia!» (è lui in realtà a odiare tutti perché non lo lasciano delinquere in pace), o ancora «le TV e i giornali sono tutti comunisti!» (questa è facile «le TV e i giornali sono tutti miei!»).

Certo deve essere disarmante vedersi attaccare le proprie azioni e i propri pensieri in maniera decisa e inequivocabile. Tant’è che la gente che non regge la pressione inizia a sbroccare, a insultare, ad attaccare gli interlocutori, e poi — meccanismo della proiezione — ad accusarti di sbroccare, di insultare e di attaccare.

A quanto pare, leggendo qua e là, questo accade perché le persone ripongono tutto nei loro pensieri, tanto da tramutarli in convinzioni e credi, e facendole diventare l’unico sostegno della fiducia in sé stessi. Di conseguenza, attacchi e critiche violente ai propri pensieri mandano l’equilibrio psicologico a puttane, per usare termini poco scientifici.

Interessante, tanto quanto eccessivamente diffuso.

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